Marocco, dalla "porta del deserto" alla notte sotto le stelle: l'itinerario magico nel profondo Sud
di Sabrina Quartieri
Danzatrici berbere nel bivacco di Zagora
Una manciata di polvere di stelle illumina di notte un bivacco nel deserto, mentre un’ipnotica danza berbera ammalia la compagnia di forestieri intenta a sorseggiare un dolcissimo tè allo zafferano, infallibile afrodisiaco per i nomadi pastori di una terra magica e magnetica come il Marocco. Nascosto tra le dune di Zagora, l’accampamento di Tinfou si raggiunge all'ora del tramonto sul dorso di un dromedario o a piedi guidati da elegantissimi Tuareg. Dopo una salita carica di emozioni e aspettative, ecco apparire la porta d’ingresso delle tende, un microcosmo fiabesco, accogliente, coloratissimo. La tavola imbandita attende gli ospiti per deliziarne il palato con un menu tipico berbero, a base di pizza, di tajine ai sette legumi e di una gustosa zuppa insaporita con erbe aromatiche. Prima di coricarsi, ci si concede qualche momento di raccoglimento con il naso all’insù per ammirare lo spettacolo di un tetto fatto di astri più lucenti del solito. Poi si va a letto e si mette la sveglia prestissimo, perché l’appuntamento, il giorno dopo, è di quelli imperdibili: vale il viaggio poter ammirare lo scenario unico che regala l’alba sulle dune, quando tutto si colora di un rosa intenso ma allo stesso tempo delicato e gentile.

 
 


La notte a Tinfou è il miglior epilogo di un indimenticabile viaggio alla scoperta della Valle del Drâa e Tafilalet, scandito dall’alternarsi di castelli di terra, case-fortezza, villaggi cinti di mura merlate e labirintiche oasi rigogliose. Queste incredibili macchie verdi e fittissime spezzano la monocromia del deserto color oro e delle montagne, marroni come i datteri. Dentro i palmeti, si dirama un dedalo di strettissimi sentieri dove è facile smarrirsi. Quindi, se ci si vuole addentrare in uno dei più complessi ecosistemi artificiali esistenti al mondo, è consigliato prendere una guida locale. Girovagare tra melograni, fichi e alberi di “mich-mich”, le piccolissime albicocche che maturano nel mese di giugno, sarà l’occasione per conoscere la vita all’interno delle oasi, dove gruppi di uomini riempiono di continuo cesti di datteri (la migliore qualità viene coltivata lungo la “Route de Majhoul”) e li caricano sugli asini, per realizzare poi dolcissime confetture, pasta con mandorla e succhi energizzanti.
 
Nel tragitto che taglia il profondo Sud del Marocco, il tempo è scandito da polverosi chilometri di sabbia, che regalano inaspettate sorprese. Come la possibilità di avvistare, alta e fiera, la lettera “zed”. Ovvero il simbolo della coscienza berbera, quindi dell’uomo libero. L’incisione rupestre più diffusa nella zona appare spesso sui muri delle case di città e dei villaggi, e persino sulle montagne. Ancora, man mano che si insegue l’orizzonte, in diversi punti del percorso è possibile fermarsi per visitare i cosiddetti “Khattarat”, dichiarati Patrimonio dell'Umanità Unesco: i pozzi dell'antico sistema di irrigazione marocchino delle oasi, già da lontano saltano agli occhi come grandi coni in serie. Al loro interno si sviluppa una fitta rete sotterranea di cunicoli per mantenere i palmeti vivi e rigogliosi. Ma la Valle del Drâa è conosciuta soprattutto come “La via delle mille Kasbah”, le tipiche case del deserto con quattro torri dove vive una sola famiglia da diverse generazioni (differente dallo Ksar, il villaggio protetto che si trova nelle oasi). Piene di fascino e di storia, tali edifici presentano delle antichissime strutture architettoniche, rendendole meta di grande interesse per gli stranieri che approdano in questa terra.

Taourirt, la Kasbah di Ouarzazate, cittadina situata nella valle e famosa per gli Studi cinematografici, ad esempio, è stata sempre la sede del palazzo del pascià. Con il tetto di bambù, cedro e foglie di palma, l’abitazione si mostra come era un tempo: tra i vari ambienti, ci sono le moschee destinate alle preghiere delle consorti, la sala di rappresentanza con affaccio sulla via principale per riscuotere la tassa dei carovanieri di passaggio; ancora, l'hammam freddo-caldo, la stanza delle concubine e degli schiavi, e uno spazio riservato solo alla moglie preferita - quella che dà la vita al primo figlio maschio – con il balcone sul cortile interno per assistere alle feste organizzate nelle occasioni speciali. Luogo di oasi fiorite e palmeti, Ouarzazate è il punto d’incontro tra le alte montagne e il deserto: a nord della città si trova l’Atlante, a sud il Sahara e tutt’intorno dei paesaggi grandiosi. Fonte d’ispirazione per i maggiori cineasti del mondo, in quasi 50 anni i suoi Studi sono diventati un punto di riferimento per l’industria internazionale dei film, da “Lawrence d’Arabia” di David Lean a “The Way Back” di Peter Weir, passando per “Il Gladiatore” di Ridley Scott o “Il tè nel deserto” di Bernardo Bertolucci. Oggi, la storia di questa magnifica fabbrica dei sogni è raccontata nel Museo del Cinema, situato nel cuore della città di fronte alla Kasbah.
 
Ouarzazate, la “porta del deserto”, è il punto di partenza ideale per spingersi verso le Gole del Todra. Il primo sito di arrampicata in Marocco vanta centinaia di percorsi tracciati in una zona calcarea dura e compatta. Nonostante il periodo ideale sia da aprile a giugno, in questa area ci si può cimentare tutto l’anno. Lungo il tragitto, vale la pena fermarsi alla Kasbah di Aït Ben Haddou, il gioiello dell’architettura marocchina meridionale. Il sito ben preservato e ancora abitato, è stato riconosciuto come Patrimonio mondiale dell’Unesco nel 1987. Dietro le sue mura rinforzate da torri e da una porta “en chicane”, il villaggio fortificato racchiude numerose case e piccoli castelli di terra e paglia. La costruzione del suo primo edificio, eretto in cima alla collina, risale all’XI secolo. Sposandosi a est, si raggiunge l’oasi di Tafilalet. Un’escursione a 400 chilometri da Ouarzazate, che include anche la città di Erfoud, situata nella più grande oasi del mondo, con circa un milione di palme da datteri. E proprio a questo frutto a ottobre viene dedicato un intero festival.
 
Lascia letteralmente stupiti la visita, se ci si spinge a nord, a Aoufous, un villaggio-fortezza della metà dell’800 recentemente restaurato. Solo nel 2002 infatti questa località era in totale stato di abbandono e cadeva in rovina, nonostante ospitasse al suo interno oltre 150 abitazioni. Oggi, grazie a un importante intervento di recupero, questo affascinante luogo vanta ben 8mila visite l’anno. A mantenerlo vivo sono le quasi 90 famiglie presenti, che gestiscono cooperative manifatturiere e artigianali - anche per sole donne -  e offrono ai turisti diverse attività, come i corsi di cucina, oltra alla possibilità di affittare alloggi. In direzione opposta rispetto a Erfoud, si trova invece la bella Merzouga, famosa per il magnifico spettacolo dell’alba e del tramonto sulle sue dune giganti. L’ultima oasi prima del deserto del Sahara in passato è stata un importante centro di scambio, tra il Nord e il Sud del Paese, per l’oro, il sale e le spezie. Oggi è una meta frequentata anche per sottoporsi ai bagni di sabbia calda, un ottimo rimedio per reumatismi e dolori alle articolazioni. Con le sue piccole stazioni nel deserto, Merzouga richiama infatti da tutto il mondo gli amanti di questa sauna naturale all’aperto. Ci si può immergere dai 20 ai 40 minuti, ma non di più per via della temperatura che arriva fino a circa 50 gradi. Finito il trattamento, è consigliato bere molto. Il momento migliore per la seduta è di pomeriggio, tra le ore 15 e le 17. Unica raccomandazione, consultare il medico prima di prenotare questa insolita esperienza. 
 
Per ulteriori informazioni, contattare l’Ente Nazionale per il Turismo del Marocco (via Durini 5, 20122 Milano. Tel.: 02.58303633. Sito: www.visitmorocco.com; email:info@turismomarocco.it. Per raggiungere la destinazione dall’Italia, si può acquistare il volo con Royal Air Maroc, compagnia di bandiera, che collega Casablanca con comodi voli quotidiani, agli aeroporti di Milano, Roma, Bologna, Venezia, Torino e Napoli. L’aereo è prenotabile tramite call center al numero 800254740 o sul sito. Recentemente AirArabia ha rilanciato gli investimenti, con il volo due volte a settimana Roma Fiumicino-Fes, a cui si aggiunge il collegamento interno tre volte a settimana Fes-Marrakech. Ancora, ci sono anche Alitalia con il diretto tra Roma e Casablanca, Jetairfly con la rotta Bologna-Marrakech, Ryanair con il nuovo collegamento tra Rabat e Roma Ciampino. Per quanto riguarda la permanenza nel Paese, se non si vuole optare per un viaggio “fly & drive”, ci si può affidare a diversi tour operator: tra le varie proposte si segnalano Kel 12, I Viaggi di Maurizio Levi, Tucano Viaggi, Viaggi dell’Elefante.
 
 
 
 
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