Da Roma al Cairo per un viaggio alla scoperta della Sacra Famiglia
di Alix Amer
Nel quadro delle importanti relazioni bilaterali, la cultura rappresenta un settore di grande collaborazione tra Italia ed Egitto. Ed è proprio sulla cultura e sulla grande spiritualità che si respira nella terra bagnata dal Nilo che l’imprenditore e petroliere George Ayad Hanna, in collaborazione con Basem Salama Ibrahim in vesti di presidenti della Comunità Egiziana Eocba, hanno organizzato un viaggio lungo il cammino della Sacra Famiglia invitando una delegazione (composta da una settantina di persone) del parlamento della legalità internazionale (un movimento culturale nato in Italia dopo le stragi del 92), guidati dal presidente Nicolò Mannino. “Quella tra Italia ed Egitto è una collaborazione viva, molto importante che si nutre del passato senza per questo limitarsi a un semplice ricordo – spiega George Ayad - E tante iniziative sono in cantiere anche nei prossimi mesi”.
L’Egitto è conosciuto come la terra del sole, la terra dei faraoni, la culla delle civiltà umane, inevitabile frutto della geniale posizione geopolitica di cui gode. Attraverso il Mediterraneo è infatti anello di congiunzione tra Africa, Asia e Europa. Sulla sua terra si sono succedute, per tutta la sua storia millenaria, immigrazioni umane di idee, di filosofie e di fedi religiose. “Questo viaggio è stato una vera scoperta – ha detto Mannino – un incontro di fratellanza tra i nostri popoli”.
 
 


La delegazione del parlamento della legalità composta da docenti, studenti delegati dell’organizzazione provenienti da diversi paesi d’Italia ha percorso alcune tappe importanti toccate dalla Sacra Famiglia durante la sua fuga in Egitto, a partire dalla parte Copta al Cairo. E pensare che sono almeno 25 i luoghi fondamentali per fare un vero e proprio pellegrinaggio come i monasteri del Wadi Natrun, il cosiddetto “Albero di Maria” a el Matariya (sobborgo del Cairo), la chiesa della Vergine Maria a Jabal al-Tayr (provincia di Minya) e il monastero di Deir al Muharraq, nel governatorato di Assiut, dove la Sacra Famiglia, secondo tradizioni locali, si stabilì per più di sei mesi in una grotta poi inglobata nell’antica chiesa della Vergine. Dopo la morte di Erode, secondo i Vangeli, l'angelo appare in sogno a Giuseppe per dirgli che potevano tornare nella loro terra: Giuseppe, però, venuto a sapere che in Giudea regnava il figlio di Erode, Erode Archelao, e temendo per il bambino, invece di tornare in Giudea, si recò con la famiglia a Nazaret, in Galilea.

Durante questo viaggio intenso non sono mancate però le bellezze del Pese dalle Piramidi al Museo Egizio. L’imprenditore George Ayad Hanna ha poi organizzato un gran galà con i massimi vertici del governo egiziano per sancire l’importanza di un dialogo alla luce del percorso della Sacra Famiglia. Ultima tappa (il sei gennaio) la maestosa cattedrale dedicata alla Natività di Gesù, eretta nell'area della nuova capitale amministrativa che si sta costruendo 45 chilometri a est del Cairo, alla presenza del presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi e del patriarca Tawadros II per la solenne liturgia copta per la veglia di Natale. E pensare che la cattedrale può ospitare fino a 8.200 fedeli e secondo i media egiziani è «la chiesa più grande del Medio Oriente». Al-Sisi, è il primo presidente egiziano ad aver preso fisicamente parte alle solennità liturgiche dei copti. Una folla di fedeli lo attendeva da ore per potergli stringere la mano.

“La cultura è la chiave importante per i nostri due paesi, una priorità. Ed è sulla cultura che si fonde un legame stretto da sempre”, aggiunge l’imprenditore George Ayad Hanna, che ha organizzato questo importante viaggio all’insegna della cultura con eccellenti misure di sicurezza da parte del Governo egiziano. Più di quindici testate giornalistiche e diverse televisioni egiziane hanno parlato di questo viaggio e dei vari incontri che ci sono stati per rimarcare l’importanza dei due Paesi. “Spero che questo viaggio possa far comprendere l’importanza del dialogo culturale, religioso – conclude George Ayad – tra Italia e Egitto. C’è un legame eterno tra queste due culture. Il mio lavoro è un altro. Ma sono nato in un paese dove la cultura si respira ad ogni angolo. E sento il dovere di fare sempre di più”.
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