Roma, Mercerie: il concept moderno dello stellato Igles Corelli
di Rita Vecchio
credito di Alberto Blasetto
Quando la cucina stellata è in versione bottone. A costi contenuti, in tempi veloci e aperta fino a tarda notte. Si chiama Mercerie, un raffinato salotto dalle tante facce nel cuore di Roma, ed è la risposta tutta italiana al sushi bar.

La firma è quella di Igles Corelli, chef stellato che proprio per Mercerie lascia il ristorante Atman (in provincia di Pistoia) per tuffarsi nell’avventura che parte dalla Capitale ma che lo porterà all’apertura in poco tempo di altri cinque ristoranti. Prossima apertura (aprile) di Mercerie sarà Milano Marittima. Niente antipasti, primi o secondi, qui la particolarità sta nel fatto che ognuno decide cosa e come vuole mangiare. Tutto in un boccone. Dalla colazione al dopocena, per pranzi veloci o take away.

Banconi in ottone, vetrine che si aprono verso l’esterno, cocktail bar fatto di vetri e specchi, design tra moderno e vintage con pavimenti originali del 1900 e accuratamente restaurati: sembra di essere in un ristorante di Londra o di New York che invece di affacciarsi sugli Camps Elysees o sulla Fifty Avenue, guarda su largo di Torre Argentina, nello storico Campo Marzio dove la leggenda vuole sia stato assassinato Giulio Cesare, con le vetrate vista templi sacri, incastonato nella storia. Italiano, sì. Ma l’imprinting è tutto internazionale. Già dal menu. Mono porzioni di lasagne croccanti di vari gusti, tartare con battuto di cervo affumicato o salmone batik, pollo al curry o coniglio in porchetta.
 
 


«Una cucina stellata resa accessibile. Si gioca come in un sushi bar all’italiana - racconta Alessandro Onorato,  l'ideatore del concept - Quello che volevamo è dare l’eccellenza stellata a un ampio pubblico. Sia a livello di costi che di velocità. Sarà il cliente a scegliere se provare un percorso di degustazione o uno snack veloce. Anche per questo, la scelta del lungo orario di apertura». Mercerie è aperto no stop dalla mattina all’una di notte, sette giorni su sette, sdoganando gli orari del ristorante tradizionale italiano. «Vendiamo bottoni dolci e salati - continua Onorato  - Sono degli assaggi di cui puoi decidere quantità e varietà. Senza dimenticare la qualità». Ma attenzione: qui non esiste il chilometro zero. «Noi andiamo a prendere il prodotto anche dall’altra parte del mondo. L’importante è che sia eccezionale».  Insomma, una loro filosofia che pare a tratti controcorrente. Un locale che veste stoffe diverse a seconda dell’occasione. Dove pure il concetto di delivery è possibile. E L’high street food, presente. 

«Mi piaceva fare una nuova esperienza - racconta lo chef Igles Corelli, famoso per la sua “cucina garibaldina” e “circolare”, e coordinatore del Comitato Scientifico del Gambero Rosso Academy. «L’idea di Mercerie è portare la cucina stellata a chiunque, senza rinunciare a qualità e ricerca, e in un ambiente dove si può ascoltare buona musica e contenendo i costi grazie all’uso maggiore della tecnologia e con meno personale. Roma è una città molto legata alla tradizione, questo locale sarà un’alternativa diversa e innovativa». 

Interessante la cantina, scelta dal sommelier Samuele Del Carlo; ma anche la pasticceria con praline di gelato di vari gusti e i cocktail, di cui il cliente potrà assemblare gli ingredienti tra distillati vari, personalizzando il bicchiere. E poi spremute, infusi e tè di varie parti del mondo. Anche perché si apre presto ma si tira fino a tarda notte. 
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Mercerie: i piatti boccone dello chef Igles Corelli
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