Il Ristorante delle Nonne: a New York un locale di chef in gonnella over 50 diventato cult
di Francesca Spanò
Mangiare fuori e sentirsi a casa, magari scacciando quel velo di malinconia che riporta a un tempo lontano, fatto di weekend tra anziani parenti e piatti tradizionali preparati a regola d’arte. Il passato ritorna varcando la soglia del Ristorante delle nonne, meglio noto come Enoteca Maria, aperto meno di due lustri fa a New York grazie a una geniale intuizione dell’italo americano Jody Scaravella. Lo spirito, del resto, è sempre stato proprio quello di regalare agli ospiti un momento “in famiglia” gustando antiche ricette che i cuochi più giovani non conoscono. A Staten Island, invece, nessun impiegato ma solo chef in gonnella che da tempo hanno superato gli “anta” e hanno ognuna un ricettario segreto tramandato da generazioni.  

Un grande successo della Grande Mela

Ormai sono delle vere star che si dividono tra la cucina e i programmi televisivi, tanto che nel tempo hanno attirato la curiosità di testate importanti come il New York Times e la BBC. Il ristorante ha origini nostrane e le signore arrivano da tutto il mondo, con l’unico must in comune che è quello di essere dei talenti tra i fornelli. La regola perfetta che ne ha decretato l’ampio consenso è facile da comprendere: alzi la mano chi ha mai assaggiato qualcosa di più delizioso di un piatto preparato dalle abili mani di una nonna.

A realizzare piccoli capolavori per il palato, sono oggi trenta donne che arrivano da Argentina, Algeria, Siria, Repubblica Dominicana, Ecuador, Palestina, Sri Lanka, Polonia, Liberia, Nigeria. Ogni sera, una cuoca dal mondo affianca una nonna italiana con il suo menu segreto e alle proposte classiche si affiancano anche pietanze originali, frutto di influenze diverse. Una novità aggiunta nel 2015, quando alle signore italo-americane si sono aggiunte quelle di altre zone del globo. Culture culinarie che si uniscono per un risultato eccellente e, in questo modo, la scelta è vasta tra etnico e non. Eppure sembra che gli affezionati frequentatori, scelgano in massa la pasta alle cime di rapa ovviamente fatta in casa, anche se non disdegnano i falafel. E poi ci sono le polpette al sugo, il polpettone, le melanzane ripiene, le lasagne, i filetti di baccalà, tanto per citare qualche immancabile sfiziosità.

Dal 2006, insomma, al gruppo di nonne di origine italiana e americana, si sono affiancate quelle del resto del mondo, per proporre il meglio della tradizione del paese di provenienza e offrire ai clienti un'esperienza culinaria dal sapore nostalgico. Un progetto vincente e strabiliante, soprattutto perché il proprietario non aveva alcuna esperienza nel settore, visto che aveva lavorato per tanti anni nei trasporti. Aveva però perso mamma, nonna e sorella e aveva voglia di ritrovare un nido familiare che ha trasformato in ristorante, in Hyatt Street, dando al locale il nome di sua madre.
 
La storia e il menu
 
Non conosceva, tuttavia, personale qualificato e allora ha messo un annuncio su un quotidiano locale e la prima a rispondere è stata proprio una matura signora di origini italiane. Da allora ha mantenuto questo standard, perché ritiene sia più interessante che non ci siano professioniste ma donne dall'esperienza lunga una vita. La parte fissa del menù, circa la metà, rimane italiana mente la parte restante a rotazione dal 2015 è dedicata alle nonne di altri Paesi. A tenere le redini del locale resta Adelina Orazzo, che arrivò 25 anni fa a Brooklyn da Napoli e che ancora oggi non dimentica di preparare fegatini di pollo, cuore, frattaglie e diversi piatti del suo paese. Le fasi di cottura però restano in buona parte segrete e le rivela solo raramente ed Enoteca Maria resta il suo luogo del cuore.
 
 
 
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