Genova, la città nobile svela i suoi tesori: aprono al pubblico i Palazzi dei Rolli
di Simona Orlando
Genova, la città nobile svela i suoi tesori: aprono al pubblico i Palazzi dei Rolli
Smarrirsi di giorno fra i vicoli di Genova è un'esperienza magnifica, per quantità di inaspettati scorci, chiese, soffitti dorati da spiare dai marciapiedi. Farlo il prossimo sabato e domenica ha invece un carattere di unicità, potendo accedere per la prima volta ad alcune fastose residenze dell'aristocrazia, diventate patrimonio Unesco dal 2006. Due volte l'anno (a maggio e ottobre) la città apre al pubblico i famosi Palazzi dei Rolli, quei 163 stabili che nel 1576 vennero inseriti negli elenchi del Senato della Repubblica e destinati ad ospitare diplomatici, dignitari, reali, papi e imperatori.

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In mancanza di un palazzo regio, le dimore del patriziato genovese, divise per categorie ed estratte a sorte, diventavano alloggi di rappresentanza per gli stranieri più illustri. Un privato pubblico, una lista di regge che lanciarono competizioni senza precedenti di affreschi, arazzi, broccati e quadrerie. Genova nel secolo d'oro si trasformò nella città dipinta che per bellezza era paragonabile soltanto a Roma. L'aristocrazia deteneva il potere economico e culturale, non lesinava sulla spesa artistica, al punto che gli scultori erano convocati per creare trionfi di torte, i dipinti erano commissionati ad artisti come Van Dyck e Rubens.

LA MODERNITÀ
Dei 42 palazzi dichiarati patrimonio dell'umanità, 34 saranno aperti in questa edizione. Nove affacciano su Via Garibaldi, l'antica Strada Nuova, rivoluzionaria per ampiezza, rispetto agli strettissimi carruggi. Era l'emblema della modernità, spazio cerimoniale e percorso d'onore che ora potrà essere battuto a piedi dai visitatori (i nobili, bontà loro, lo facevano in cocchio anche per dieci metri). L'ingresso ai Rolli è gratuito e la guida affidata ad esperti divulgatori scientifici che racconteranno un mondo di arte, cultura e vicende genovesi racchiuse fra decorazioni e architetture. Dopo molti anni apre le porte il piano nobile di Palazzo Spinola Doria, sede del Circolo Artistico Tunnel, e Palazzo Agostino Pallavicino con la maestosa facciata rinascimentale. Palazzo Angelo Giovanni Spinola apre per la prima volta il primo piano nobile per i Rolli Days, con affreschi di Andrea Semino, Bernardo Castello e Lazzaro Tavarone. Saranno inoltre visitabili come di consueto i tre siti dei musei (Palazzo Tursi, Palazzo Rosso e Palazzo Bianco), il palazzo di Tobia Pallavicino e il palazzo Nicolosio Lomellino.

I PASSAGGI
Ciò che stupisce di più, all'interno di ogni sfarzoso edificio, è il continuum di ambienti che racconta i passaggi da un periodo all'altro, da uno stile al successivo, senza mai dare la sensazione che si scontrino. Convivono armoniosamente Cinquecento, Seicento e Settecento e, come disse il poeta Paul Valéry: «Si assiste alla ininterrotta costruzione dal tredicesimo al ventesimo secolo. La Noia ineffabile delle cose d'arte è assente a Genova».

Al secondo piano nobile per tradizione si riceveva e si mostrava lo status sociale. Per normali passaggi di proprietà o per volontà di aggiornamento, ogni proprietario ci rimetteva mano, lasciando intatto il passato e aggiungendo qualcosa di moderno. Così, su soffitti e pareti, si ritrovano il mito e la storia, vizi e virtù politiche, l'immagine come assoluto strumento narrativo. Un esempio è Palazzo Spinola di Pellicceria, prima della famiglia Grimaldi, poi dei Pallavicino, infine affidato alle idee di Maddalena Doria, che volle creare la Galleria degli specchi, niente da invidiare ad una sala di Versailles.

A LUME DI CANDELA
Qui domani sera dalle 20.30 alle 22 si opterà per il lume di candela, per far brillare meglio ori e stucchi. L'iniziativa Palazzi in Luce riguarderà poi i palazzi di Strada Nuova: finestre spalancate per offrire la visione delle decorazioni ad affresco, messe in risalto nel buio, fino alle 23. È l'anteprima dei Rolli Days che attirano sempre più visitatori, prima principalmente genovesi, ora non liguri e stranieri. Dalle trentamila presenze iniziali, si sono raggiunte le centotrentamila. Dopo aver goduto di questo anfiteatro sul mare, hanno cominciato a curiosare fra gli scrigni delle vie.
 
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