Muore scalatore di cascate di ghiaccio, aveva 33 anni
E' morto un esperto alpinista appassionato di scalate molto rischiose come quelle effettuate sulle cascate di ghiaccio. Matteo Feltro è precipitato mentre stava rientrando da una di queste scalate.

Il giovane stava tornando alla macchina dopo aver raggiunto la sommità delle cascate di ghiaccio della frazione Bar Cenisio, a Venaus, in Alta Valle di Susa, quando, ad un'altitudine di circa 1.500 metri, è scivolato su una parete rocciosa ed è precipitato in un canalone per una decina di metri.

Matteo Feltro, 33 anni, alpinista esperto, è morto così davanti agli occhi dei suoi compagni di escursione che non hanno potuto fare altro che chiamare i soccorsi. La salma, recuperata dagli operatori del 118, è stata portata alla camera mortuaria di Susa.

Quello di oggi è stato un incidente, l'ennesimo di questo inizio d'anno che, nell'ultima settimana, ha contato tre vittime sulle montagne piemontesi. Il 7 gennaio, Alberto Miserendino e Gabriele Boetti, amici di 22 e 29 anni, sono morti mentre cercavano di raggiungere i 2.800 metri della Punta Cristalliera, la cima torinese che fa da spartiacque tra la valle di Susa e la Val Chisone. La montagna era la loro vita, esattamente come per Matteo Feltro. Con la compagna si era trasferito ad Ala di Stura dove faceva diversi lavoretti e, con lei, si occupava di un allevamento di mucche. Iscritto al Cai, faceva parte della delegazione del soccorso alpino delle Valli di Lanzo. «Un volontario molto presente e preparato» è il ricordo dei colleghi.

I carabinieri della stazione di Susa, giunti sul posto, stanno cercando di ricostruire l'esatta dinamica della tragedia. A quanto si apprende, il 33enne sarebbe morto per i traumi riportati nella caduta. «Un incidente, una fatalità - ribadiscono gli amici, anche loro alpinisti - Matteo era preparato, era un esperto. Ma, in montagna, anche una piccola svista a volte può essere fatale».
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