Qualità della vita, Sofia e Bucarest più vivibili di Roma e Napoli
Città a misura di cittadini? Sembrerebbe proprio di no dal momento che anche Sofia e Bucarest battono Roma, Napoli e Palermo in termini di giudizio dei cittadini su trasporti, pulizia e condizione delle strade. E non va meglio per la casa. Altro che “home sweet home”, un incubo più che un sogno per almeno 1,6 milioni di famiglie in affitto sul mercato in difficoltà a sostenere le sole spese di affitto. Per non parlare dei 60.000 sfratti all’anno, ben 160 al giorno. La crisi inoltre ha ridotto fortemente le capacità reddituali sia degli under sia degli over 35. È quanto emerge dal focus Città, la crisi dell’abitare e la mappa dei disagi promosso da Confcooperative Habitat e realizzato in collaborazione con Censis e Confcooperative. 

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«Un disagio economico, sociale, amministrativo. È questo quanto ci consegna il focus Censis. Città che perdono qualità, giovani che non trovano occupazione e non riescono ad affrancarsi dalle famiglie. Una crisi - dice Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative - che ha punto a fondo e relega ancora ampie fette di paese in un cono di difficoltà economica che genera rancore anche se alcune misure di contrasto alla povertà, a partire dal Reddito di Cittadinanza, dovrebbero favorire un miglioramento nel medio periodo». I dati emersi dal focus Censis, sottolinea Alessandro Maggioni, presidente di Confcooperative Habitat, «sono indicativi di un malessere diffuso nelle nostre città». Proprio per ridare centralità all’abitare, alla persona, alle relazioni, aggiunge Maggioni, «abbiamo dato vita alla Carta dell’Habitat ideata per Confcooperative da Giancarlo Consonni professore emerito di Urbanistica del Politecnico di Milano». Questi, spiega, «i punti distintivi polis, politica e habitat: un legame profondo; promuovere l’arte di abitare; perseguire un nuovo patto tra le generazioni; fare città nell’era delle metropoli; porre l’urbanità al centro delle relazioni; ridare centralità all’abitare; armare la città di convivenza civile; curare la capacità riproduttiva della terra; rafforzare la propensione inclusiva della città; rinnovare l’equilibrio fra dovere e dono con la bellezza civile». A Roma solo 9 abitanti su 100 sono soddisfatti della pulizia, a Palermo solo il 7%, nessuno in Europa fa peggio. Il disagio sociale fa il paio con quello economico acuito dalla crisi iniziata nel 2009 e ancora non pienamente superata. E così nell’indagine sulla percezione della qualità della vita svolta presso i cittadini di un panel di città europee Roma, Napoli e Palermo vengono superate quanto a soddisfazione dei cittadini anche da Sofia e Bucarest. Cresce la voglia di comunità ma si prova disagio ad avere vicino uno straniero.

 I grandi centri sono sempre meno luoghi adatti a creare legami e sempre più ambienti dove erigere muri o barriere invisibili, ma spesse. Infine vi è la dimensione critica quella legata alla trasformazione del territorio e alla dimensione ambientale, dimensione connotata da una difficile transizione tra un modello di intervento fortemente impattante e dissipativo ad un modello basato sulla rigenerazione sostenibile dell’esistente. Quando lo sviluppo urbano non è sostenibile: la dimensione ambientale dell’abitare e la trasformazione del territorio: Il nostro è uno dei Paesi europei con la più alta quota percentuale di territorio nazionale artificializzato: il 6,9% contro una media Ue del 4,2%. 

 
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