A Naters, dove le Guardie Svizzere hanno il
loro museo
di Ettore Pettinaroli
L'ingresso del Museo delle Guardie svizzere a Naters
Me lo domandavo da tempo, ogni volta che oltrepassato il Passo del Sempione e la città di Briga diretto verso Ginevra o le grandi stazioni sciistiche del Vallese osservavo la gigantografia della Basilica di San Pietro sul fianco della montagna accanto all'autostrada. «Che cosa sarà mai? Perché proprio qui»?



Pensieri sempre interrotti dal flusso del traffico e dall'avvicinarsi della meta. Ma che, puntualmente si ripresentavano la volta successiva. «Che ci azzecca una così imponente immagine del Vaticano con la Valle del Rodano»?



Un rapido giro su Internet e il mistero è svelato. Naters, la località dove si trova quell'immagine, è il paese da cui storicamente proviene il maggior numero di militi della Guardia Pontificia, le leggendarie guardie svizzere. E, nel cuore della montagna è stato aperto un museo che ne racconta i 500 anni di storia (http://www.zentrumgarde.ch/gardemuseum/entstehung/index.html).



La visita è divertente e, allo stesso tempo emozionate. Innanzitutto per la sede. Il museo si trova infatti in una fortezza costruita dagli elvetici nel 1940 per proteggersi dal rischio di invasioni dal Passo del Sempione durante la Seconda Guerra Mondiale. Il museo è suddiviso in tre sezioni: la sala del tesoro, uno spazio per l'esposizione vera e propria (comprendente tra l'altro i ritratti di tutti i comandanti della Guardia) e un archivio.



Nella camera del tesoro delle guardie, chiamata così perchè gli originali scaffali dove prima erano accatastate le munizioni, oggi vengono usati per mostrare tanti oggetti appartenuti alle Guardie: medaglie, dischi d'oro della musica delle guardie, carte d'identità del Vaticano, corazze e uniformi originali. Ma ci sono anche una lavagna utilizzata per impartire lezioni di italiano e le maglie del «FC Guardia». Viene spontaneo immaginare che si trattasse di una squadra dalla difesa impenetrabile, ma forse è solo suggestione. Ampio spazio è dedicato alle armi utilizzate dal più piccolo esercito del mondo (oggi composto da appena 110 militi), in primo luogo alle alabarde Non manca una completa esposizione delle coloratissime uniformi rinascimentali (estive, invernali e per le esercitazioni) della Guardia Pontificia, rimaste sostanzialmente invariate dal XVI secolo e che secondo la leggenda sarebbero stati disegnate da Michelangelo. Altro che le odierne griffe!



Le visite sono guidate da ex comandanti della fortezza ed ex guardie. Che di aneddoti da raccontare ne hanno davvero tanti. Orari:dal primo novembre: aperto su prenotazione per gruppi di almeno 10 persone.



Info: Brig Belalp Tourismus, tel 0041-27 9216030; www.brig-belalp.ch



Ufficio turismo del Vallese: www.valais.ch



Ufficio turismo svizzero: www.svizzera.ch



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