Ad Anversa e Genova i musei che raccontano l'emigrazione
di Marco Berchi
Uno dei manifesti esposti nel nuovo museo di Anversa
«Milioni di volti, un solo sogno». Poche frasi come questa, posta all’ingresso del nuovo Red Star Line Museum di Anversa (Fiandre, Belgio), fanno capire il profondo parallelo tra le grandi emigrazioni europee a cavallo tra XIX e XX secolo e quelle che in questi anni solcano il Mediterraneo. Un parallelo più volte evocato, che certo sconta differenze profonde — come quelle che corrono tra un regolare biglietto su un bastimento di linea e la tangente pagata a scafisti criminali — ma che trae alimento dalla profonda analogia dello sguardo di chi parte, allora come oggi impastato di tristezza e di speranze.

Dal porto di Anversa, nei 60 anni tra il 1873 e il 1934, salparono verso il Nuovo Mondo oltre due milioni di persone; mescolati a turisti e avventurieri, i migranti in cerca di fortuna si sommavano a quelli che oggi chiameremmo rifugiati in cerca di asilo e in fuga dalle persecuzioni. Favoriti dalle nuove navi a vapore che partivano al ritmo di due alla settimana, ciascuna con 1500 passeggeri, erano principalmente cittadini tedeschi e dei Paesi nordici ma dal porto fiammingo transitarono anche non meno di 20mila italiani.

È quest’ultimo uno dei nessi che hanno spinto Luc Verheyen, direttore del nuovissimo Red Star Line Museum di Anversa, e Pierangelo Campodonico, direttore del Mu.MA, il Galata Museo del Mare, di Genova a dar vita nei giorni scorsi nel capoluogo ligure a un incontro pubblico per confrontare le reciproche esperienze. Esperienze storiche e sociali prima che museali, dato che Genova è stata punto di partenza dell’emigrazione italiana e che ha preceduto Anversa dedicando già da alcuni anni una emozionante e rigorosa sezione del suo Museo (1200 mq e 40 postazioni multimediali) a quell’imponente fenomeno.

In comune i due musei — che si inseriscono in un filone europeo che vede tra gli altri anche la presenza della Casa dell’Emigrante di Bremerhaven, in Germania — hanno anche l’approccio espositivo: la scelta, molto coinvolgente, è infatti quella di far sperimentare al visitatore i contesti reali in cui si sono trovati i migranti, dalla registrazione alle anguste sistemazioni sulle navi sino ai colloqui con i funzionari di Ellis Island a New York. A far da drammatico ponte con l’attualità, Genova propone anche un autentico «barcone» usato per la traversata del canale di Sicilia nonchè il video originale delle operazioni di soccorso in una notte di tempesta al largo di Lampedusa.



Ad Anversa la suggestione è aumentata dal fatto che il museo ha preso vita negli stessi edifici della «compagnia dalla stella rossa» in cui transitavano i passeggeri. Così una gigantografia di emigranti con i loro malconci bagagli accoglie i visitatori nel preciso punto in cui fu scattata e una «timeline» è tesa a dimostrare che la storia di tutta l’umanità è storia di migrazioni, fatta da milioni di casi singoli come quello del piccolo Israel Isidore Baline, 5 anni, origini russo-ebraiche, partito dal Belgio nel 1893 e divenuto negli Usa il famoso compositore Irving Berlin, autore di White Christmas e di Cheek to cheek. Altre storie famose che affiorano al Red Star Line Museum sono quelle di Albert Einstein — è esposto l’originale della sua lettera di dimissioni dall’Accademia prussiana delle Scienze — e di Golda Meir; ma le più significative sono quelle dei «non famosi» raccolte grazie alle testimonianze di familiari e nipoti di decine di persone.

In un momento in cui l’Italia è fortemente impegnata in sede europea a far percepire la dimensione continentale dei drammi del Mediterraneo, sarebbe forse utile organizzare dalla vicinissima Bruxelles una visita guidata per politici e funzionari della Ue al nuovo Museo di Anversa. Dalle torre che sovrasta gli edifici sulle rive della Schelda e in cui si conclude il percorso museale si ha l’impressione di essere sul fumaiolo o sulla prua di un transatlantico e guardare verso l’orizzonte. Come quei nostri concittadini europei di un secolo fa e come chi oggi guarda all’Europa con occhi uguali ai loro.



Info

In italiano: www.turismofiandre.it/



Red Star Line Museum

Montevideostraat 3

2000 Antwerp

www.redstarline.be

redstarline@stad.antwerpen.be
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