Fær Øer, segreti e tesori del paradiso naturale del Grande Nord
di Marta Ghelma
È con una buona dose di emozione cho lo scorso 30 giugno, a Milano Malpensa, mi sono imbarcata sul primo volo diretto tra l'Italia e le isole Fær Øer. Operato da Atlantic Airways, la compagnia nazionale dell'arcipelago, il collegamento di 4 ore proseguirà ogni sabato fino al 24 agosto. Atterrare a Vagar, nel bel mezzo dell'Oceano Atlantico settentrionale, a metà strada tra Islanda, Scozia e Norvegia, dunque, è ora un privilegio godibile a partire “solo” da 340,23 € a/r tasse incluse. Ma perchè partire?

Insignite del “titolo” di isole-nazione più belle del mondo dagli esperti del National Geographic Traveler, le Fær Øer sono uno degli ultimi paradisi wild d'Europa. Le 18 isole, delle quali due popolate da un solo nucleo famigliare, vantano più pecore che abitanti, sono ricche di avifauna, con 300 specie di uccelli, espongono con orgoglio il bollino “zanzara free” e saranno uno dei due luoghi al mondo da dove si potrà vedere l'eclissi solare totale prevista a marzo 2015. Per scoprirle sono partita da un trekking lungo la vecchia rotta postale verso Gásadalur, seguito da una passeggiata intorno al lago Sørvágsvatn, fino a raggiungere le spettacolari cascate di Bøsdalafossur. La sostanziosa cena consumata in compagnia presso l'ex magazzino di Bø, Pakkhúsiđ í Bø e la notte senza che facesse buio trascorsa al comodo 62° N Airport Hotel di Sørvágur, mi hanno preparata alle emozioni della giornata successiva.

In programma, la vista delle scenografiche scogliere di Trøllkonufingur e il volo in elicottero – per i più paurosi, con il mare più calmo, c'è anche l'alternativa del passaggio via mare! - all'isolotto di Mykines. In compagnia della simpatica guida Harald Joensen, esploro questo celebre quartier generale dei birdwatcher, binocolando pulcinelle di mare, sule e procellarie, per poi perdermi tra le pittoresche casette colorate che compongono un inedito scenario da finis terrae. La stessa sensazione, un misto di piacevole solitudine e mistero, l'avevo provata anche a Gásadalur, l'ultimo villaggio dell'arcipelago ad aver ricevuto il collegamento stradale...10 anni fa! Collegate tra loro da tunnel sottomarini, navi ed elicotteri, le isole Fær Øer, con la più piccola capitale del mondo Tórshavn, sono anche una meta artigianale apprezzata per chi, come me, non sa resistere allo shopping “local”.

Il mio ultimo consiglio, infine, è di non partire senza aver assaggiato il salmone più buono del mondo e la birra isolana Föroya Bjór, aver assistito ad uno dei numerosi concerti e festival di musica isolani e...dulcis in fundo, senza aver dormito in una tipica casa di legno con il tetto d'erba: tra le più suggestive c'è Gjáargardur.
 
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