Italia e Iraq più vicine, a Roma incontro sulla cultura millenaria della Mesopotamia
di Elena Panarella e Rossella Fabiani
Non capita tutti i giorni di avere il capo di una missione archeologica che ci parla con competenza e passione del Paese in cui da anni ormai lavora al di fuori dei canonici luoghi accademici. L’occasione è stato l’incontro organizzato a Roma in Campidoglio dall’Associazione di amicizia Iraq-Italia sull’heritage iracheno e la possibilità di tornare a visitare il Paese e abbattere l’immagine che in parte il mondo ha ancora dell’Iraq sinonimo di guerra e distruzione. L’appuntamento è stato anche un momento per costruire ponti e creare un legame tra l’Italia e l’Iraq, conoscendo meglio la cultura millenaria della Mesopotamia, culla delle civiltà, attraverso la scrittura e le arti, dalla calligrafia araba - con alcune pergamene in mostra - alla danza. «Abbiamo iniziato lo scorso anno con un evento dal titolo “Il velo verde”, per poi ripetere quest’anno con “La Porta d’Oriente”. Stavolta abbiamo voluto promuovere la candidatura di Babilonia quale patrimonio dell’Unesco, e dare informazioni sul turismo archeologico e religioso in Iraq», sottolinea Ayad Alhindi, presidente dell’associazione di Amicizia Iraq-Italia.

In realtà nel Paese sono in corso dei mutamenti profondi, per molti aspetti sorprendenti. Movimenti sociali, minoranze religiose ed etniche, attivisti per i diritti umani, ambientalisti, musicisti e artisti: il nuovo Iraq è già in cammino. «Visitare l’Iraq significa scoprire siti di grande bellezza. E il turismo può essere anche solidale se fatto in territori che hanno vissuto l’occupazione dell’Isis, diventando così un aiuto concreto per le popolazioni, specialmente per quelle yazide. Inoltre, si potrebbe creare un canale commerciale tra i due Paesi, per portare le eccellenze italiane in terra irachena e viceversa, così da creare un vivace scambio economico», ha aggiunto Alhindi.
E un itinerario di viaggio insieme ad alcune delle più importanti scoperte archeologiche degli ultimi anni sono state presentate in questa occasione, da Licia Romano, direttore della Missione archeologica irachena-italiana ad Abu Tbeirah vicino Nassiria nel sud del Paese, dove la missione dell’Università di Roma “La Sapienza” ha portato alla luce il più antico porto fluviale della Mesopotamia. Si tratta di un progetto nato grazie alla sinergia tra la Cooperazione italiana del Ministero degli affari esteri e l’ambasciata d’Italia a Baghdad che dimostra, al di là dell’interesse turistico, quanto siano stretti i legami storici e culturali tra Italia e Iraq, Paesi depositari di culture millenarie.

Da Bassora e il suo museo realizzato in uno degli edifici di Saddam Hussein lungo la corniche, il lungo fiume dello Shatt al-‘Arab dove Tigri e Eufrate sono uniti, e il palazzo Ain Ghazal, una sorta di centro culturale dove i ragazzi fanno break dance e teatro, alle Marshland, le paludi della Mesopotamia una preziosa zona acquitrinosa, frutto dell’incontro dei due fiumi, con un ecosistema che rischia di essere cancellato, tanto da spingere l’Unesco nel 2016 a dichiararle patrimonio dell’umanità. E’ il più grande ecosistema paludoso dell’Eurasia occidentale, la famosa “mezzaluna fertile” lavorata dagli Arab al-Anwar – gli arabi delle paludi discendenti dei sumeri – da oltre 5mila anni. E patrimonio Unesco sono pure i siti di Ur, dove si trova la casa di Abramo, Uruk ed Eridu. A Maysan si trova poi la cappella di Ezra un luogo sacro sia ai musulmani sciiti che agli ebrei, mentre a Najaf, meta di pellegrinaggio, si trova la moschea dell’Imam Ali e anche il Wadi al Salam (la valle della pace) il più grande cimitero al mondo. E ancora Babilonia, Kerbala e il santuario di Husayn ibn Ali, Ctesifonte, Bagdad con la sua università al Mustansiriyya una delle più antiche del mondo, la Mutanabbi Street, la via della cultura della capitale e il museo nazionale oggi di nuovo riaperto al pubblico e visitato dalle scolaresche, il minareto di Samarra, Erbil, sito Unesco, e il tempio degli Yazidi di Lalish il festival dedicato allo sheik Adi e le gole di Gali Sherana, con le sue acque di smeraldo, nella provincia di Duhok.
DIVENTA FAN DEL GAZZETTINO
Planisfero
Fotogallery