Berlino, viaggio alla scoperta del muro che fu, a 25 anni dalla caduta
di Francesca Spanò
Un ricordo, doloroso, diventato nell’arco di poche ore un ricercatissimo cimelio storico. E’ quanto successo al Muro di Berlino, quando venticinque anni fa, è stato abbattuto. In Germania questo è un anno importante, novembre in particolare sarà il momento di festeggiare l’anniversario di un evento stampato a lettere di fuoco nei cuori di tutti, la fine di quella linea di cemento armato che un tempo divideva Berlino Est da Berlino Ovest. La sua storia iniziò il 13 agosto 1961 sotto lo sguardo stupito e impotente dei passanti. Furono interrotte le vie di transito e ogni collegamento tra le parti di una stessa città, considerata quindi divisa in due metà estranee. Da tempo uno dei must di chi visita questo Paese ed in particolare proprio Berlino, è il tour dei luoghi dove se ne trovano ancora i frammenti.



Importanti segmenti del Muro si vedono attualmente nel nuovo edificio dei servizi segreti americani a Langley, in Virginia, ma senza andare così lontano è facile fotografarne una notevole parte anche da noi. Dal 1994, infatti, una sezione con raffigurata la chiesa St.Michaelis (san Michele) è stata donata al Papa Giovanni Paolo II e collocata nei Giardini Vaticani. La mente osservandola, va direttamente a quel momento, il 30 novembre del 1989, quando tutte le televisioni erano accese a riportare quello che stava accadendo e l’attenzione di ognuno era catalizzata sulla fine di un incubo, non solo per i diretti interessati, ma per il mondo intero.



Un itinerario a tema, passa a Berlino dalla Bernauer Strasse con il memoriale. Sulla ex-striscia di confine, quasi a raccomandare alle generazioni future che mai più deve accadere tutto questo, c’è ancora un pezzo del muro dove è segnato il confine e la torre di guardia. Sulla riva del fiume Sprea, se ne trova la sezione più estesa ancora esistente di 1.316 metri che è la East Side Gallery, la galleria open-air più lunga al mondo. A renderla quella che è attualmente, con dei murales particolari, ci hanno pensato 118 artisti, provenienti da 21 Paesi. Ognuno di essi ha utilizzato stili differenti, per un lavoro di insieme che si fa notare. Altri resti del Muro si osservano sulla Postdamer Platz o vicino al complesso Topographie Des Terrors”, in italiano, Topografia del Terrore. Qui se ne scorge addirittura una porzione di 200 metri.



Di fondamentale importanza è il Checkpoint Charlie, che era il punto di controllo per l’attraversamento da una parte all’altra di Berlino.Oggi resta la location di film d’azione, ma il visitatore che vuole seguire un tour completo che gli permetta di conoscere ogni dettaglio della triste storia che ha portato abitanti della stessa città a diventare estranei o a morire per cercare di ricongiungersi ai propri cari, può recarsi al Museo del Muro-Museo Casa al Checkpont Charlie. Sorge sulla mezzeria della via Friedrichstrasse e ricostruisce il primo posto di guardia. E’ una esposizione permanente e nell’installazione non mancano oggetti usati dai fuggiaschi.



Oggi è stato istituito un percorso ad anello pianeggiante e adatto anche ai bambini, di più di cento chilometri e diviso in tappe, che passa accanto a tutti i monumenti commemorativi. Particolarmente toccante è il Point Alpha, dove è stato in parte ricostruito l’ex confine tra le due Germanie e dove si trova la “casa sul confine” che ricorda le tremende condizioni di vita di coloro che abitavano da queste parti.



Vedere è ricordare o anche solo immaginare: l’importante è conoscere, per evitare che eventi del genere possano ripetersi o che tanta sofferenza possa essere dimenticata, sepolta sotto cumuli di anni e di macerie.

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