Alla scoperta di Praga (guidati da un italiano)
di Marina Moioli
Una veduta di Praga e dei ponti sulla Moldava
A Praga ci abita da vent’anni e la conosce come le sue tasche. Ma soprattutto ha fatto del suo lavoro di guida turistica una vera passione, tanto che girare con lui per le strade della capitale della Repubblica Ceca rende la visita davvero indimenticabile. Lui si chiama Alberto Sommaruga e a Praga è arrivato la prima volta nel 1991 da Varese per inseguire una ragazza molto speciale che poi è diventata un’attrice nota. Nel 1994 ha deciso di stabilirsi lì definitivamente e di fare la guida, ha imparato benissimo la lingua, ha seguito il corso per diventare guida ufficiale e oggi può dire di conoscerla meglio di molti praghesi. «Ho deciso di fare la guida turistica per condividere con gli altri l’amore che provo per questa meravigliosa città», dice. «Come straniero so cosa significhi visitarla con gli occhi di un turista, ma io cerco sempre di raccontare ciò che non si trova sui libri e nel contempo di mostrare luoghi che da soli non riuscirebbero a scovare. Come fotografo ho l’occhio allenato a cogliere particolari e scorci che a molti sfuggono». Alberto Sommaruga ha anche un sito (www.pragaconalberto.com) dove si possono trovare, oltre alle tariffe, tutte le informazioni per partire alla volta di Praga, prenotare passeggiate a tema sulle orme di Kafka e di Mozart o itinerari per rigattieri e bazar. Gli amanti dell’arte e dell’architettura possono visitare quartieri periferici fuori dalle normali rotte turistiche, mentre agli appassionati di cinema Alberto Sommaruga mostra la città attraverso i set dei film. Le sue visite guidate iniziano alle 9 del mattino dall’hotel e si svolgono usando i mezzi pubblici di Praga. Il suo motto è «per vedere molto bisogna anche camminare molto», quindi il consiglio è di usare scarpe comode e di stabilire con lui il giro in base alle proprie esigenze e curiosità. Sicuramente lui vi farà da cicerone arricchendo la visita di aneddoti e curiosità.



Tre giorni a Praga. Il primo lo si può dedicare alla parte più alta del borgo che circonda il celebre Castello (www.hrad.cz). Ci arriva con il tram numero 22 scendendo alla fermata Pohořelec. Da qui può cominciare la visita con sosta al Monastero di Strahov con le sue due famose biblioteche e al Loreto di Praga con il suo tesoro. Per raggiungere poi il Castello si può prendere la pittoresca via Nový Svět ( Nuovo Mondo) che a qualcuno potrebbe ricordare la sinfonia di Dvořak. Arrivati in cima è d’obbligo la visita (purtroppo a pagamento) del Vicolo d’oro, detta anche la «Via degli Alchimisti» che cercavano di tramutare il ferro in oro per Rodolfo II d’Asburgo e di produrre la pietra filosofale e gli elisir di lunga vita.

Il pomeriggio lo si può dedicare al pittoresco quartiere di Malá Strana (Piccolo Quartiere) fitto di palazzi rinascimentali e barocchi che nascondono giardini segreti come quelli di Ledebursky. I più belli sono però i Giardini Vrtbovska nella residenza barocca della famiglia Vrtba. Costruiti a terrazze nel 1700 sulle pendici della collina di Petřín in stile italiano offrono una bellissima vista panoramica sulla città. Da visitare c’è anche il Museo Kampa (www.museumkampa.com) un ex mulino diventato centro di arte contemporanea. A fine giornata, meglio programmare una passeggiata notturna nel quartiere Hradcany, illuminato con gli antichi lampioni che emanano una luce giallastra fa ritornare all’atmosfera della Praga d’altri tempi.



Il secondo giorno la visita comincia dal Museo Ebraico (chiuso il sabato e durante le feste ebraiche) per vedere le sue ricchissime collezioni e il suggestivo cimitero (www.jewishmuseum.cz). Da lì ci si può spostare verso la piazza della Città Vecchia, per ammirare a mezzogiorno in punto il suono del carillon del famoso Orologio Astronomico. Il pomeriggio si può girovagare per le vie del quartiere della Città Vecchia e poi verso la Città Nuova per vedere la famosa Piazza Venceslao, legata al ricordo della Primavera di Praga e al sacrifico dello studente Jan Palach. Senza trascurare naturalmente il Ponte Carlo, simbolo di Praga, che unisce la Citta Vecchia con il quartiere di Malá Strana.



L’ultimo giorno si può programmare una gita fuori città. Attorno a Praga ci sono molti castelli nel raggio di 30-50 km: da Karlštejn a Konopiště da Mělník a Český Šternberk che è ancora oggi abitato dal Conte Sternberk che a volte accompagna personalmente i visitatori. Ma un altro luogo interessante è il Ghetto di Terezin, una fortezza barocca usata come campo di concentramento durante la II Guerra Mondiale.





I NOSTRI CONSIGLI

Dove dormire

Hotel Questenberck , Úvoz 15/155 - Hradčany, tel. 00420/220/407/600; www.hotelq.cz

Un hotel romantico in un palazzo storico a due passi dal Castello con camere affacciate sul giardino. B&B da 130 euro.





Hotel Maria Praga, Opletalova 21, tel. 00420/222/211 229; www.prag.falkensteiner.com

Un comodo e moderno city hotel nel centro storico vicino a piazza San Venceslao che offre pacchetti da 3 notti a 312 euro.





Dove mangiare

A Praga convivono ristoranti chic dai prezzi proibitivi e taverne tipiche (le «kavarne») che offrono menu semplici e genuini



«U Pinkasů», Jungmannovo náměstí 15/16,
tel. 00420/221/111/150; www.upinkasu.cz

Le migliori specialità della cucina ceca in un ristorante di antica tradizione, il primo a Praga da spillare la Pilsner Urquell, che veniva fatta dal 1843.



Klášterní pivovar Strahov, Strahovské nádvoří 301, tel. 00420/233/353/155; www.klasterni-pivovar.cz

Il birrificio del monastero di Strahov è una birreria storica che risale al XVII secolo dove si produce la gustosissima birra St. Norbert (ambrata e scura). Ma è anche un buon ristorante in un ambiente molto suggestivo.



Cafè Franz Kafka Sirokà 12, tel. 00420/222/318/945; www.nelso.it/cz

Forse le foto del grande scrittore e le sue frasi sulle pareti non danno la certezza che ci sia passato veramente, ma il caffè è davvero buono.





Per informazioni

Ente Nazionale Ceco per il Turismo: www.czechtourism.com





Taxi o metropolitana?

La metropolitana di Praga (ha 3 linee: A, verde; B (Gialla); C (Rossa)) è davvero efficiente e arriva dappertutto. Ma attenzione a non cadere: in certe stazioni le scale mobili sono molto veloci perché durante il regime comunista gli spostamenti venivano considerati una perdita di tempo. Il taxi invece può essere rischioso: meglio contrattare la tariffa prima di salirci. A volte infatti gli autisti con gli stranieri aumentano i prezzi della normale corsa.
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