Bello e possibile: il Principato di Monaco “cheap e chic”
di Sabrina Quartieri
Museo oceanografico
Baciato dal sole della Costa Azzurra, a pochi chilometri di distanza dall’Italia, si annida, tra cielo e mare, il Paese dello stile e dell’eleganza, ma anche del lusso più sfrenato: il Principato di Monaco. Crocevia da sempre della mondanità tra shopping di capi firmati, ristoranti stellati, locali notturni e Casinò, la città-stato monegasca non delude però chi la sceglie come meta di vacanza dal tocco glamour, ma dalle atmosfere più intime e dai costi contenuti. Per una fuga all’insegna del “cheap e chic”, il soggiorno comincia a Fontvieille, un’oasi di pace ricavata dal mare negli anni ’70, con un porto turistico protetto dai venti e dal moto ondoso delle acque grazie a una diga. Piacevole da vivere e da scoprire a passeggio, il tranquillo quartiere ai piedi della Rocca dispone di un boutique hotel - il Columbus Monte Carlo – che offre un’alternativa trendy, ma accessibile, alle proposte high level del Principato. La struttura ricettiva (dove le suite partono da 350 euro a notte e le standard da 180) vanta una piscina e un ristorante, e il venerdì e il sabato sera si trasforma in un divertente cocktail bar.
 
 

Ma è la sua posizione a rendere la location speciale, per l’invidiabile affaccio sul magico Roseto Princesse Grace. Realizzato nel 1984 e restaurato 30 anni dopo, questo angolo green è un’esplosione odorosa di colori. Il momento migliore per visitarlo (l’ingresso è gratuito) è al crepuscolo, quando l’acqua della fontana si tinge di rosa, di verde e di blu, e gli uccelli sorvolano i fiori intensi e delicati del maestro giardiniere Meilland. Durante la passeggiata che culla i sogni, si possono ammirare le rose dedicate a Grace Kelly, al Principe Ranieri III, a Carolina e a Stéphanie. Ancora, a Henri Matisse, Jeanne Moreau, Edith Piaf, Elisabetta II, Michelangelo e Cristoforo Colombo. Inciso su una grande pietra, resta eterno un pensiero della principessa: «Cos’ha una rosa di così speciale da renderla molto più che un fiore? Forse il mistero che ha accumulato negli anni, forse la gioia che continua a dare».
 
Dai piaceri dell’anima a quelli del palato, per gli amanti del crudo di pesce e dei locali autentici, la tappa da non mancare è alla Marina di Fontvieille: a Les perles de Monte-Carlo, gli arredi sono quelli di una barca, con i ritratti dei pirati e i modellini delle navi sui muri, i tavoli di legno e le lampade ad olio. In questo particolare localino, si può optare per il menu degustazione, con prezzi contenuti tra i 14 e i 26 euro, a base di ostriche, mazzancolle e tartufi allevati al piano di sotto. Dopo il pranzo (la sera il posto è chiuso), percorrendo la promenade vista mare, si raggiunge un posto pieno di fascino: la Collezione di automobili d’epoca di S.A.S. il Principe Ranieri III. Nell’invidiabile spazio espositivo si alternano eleganti carrozze e circa 100 veicoli restaurati, tra Renault dei primi Novecento, Napier, Humber, Mathis, Lincoln, Hispano-Suiza e Rolls-Royce. Ancora, in mostra sono presenti la Floride verde della principessa Grace e la Cisitalia del 1950, donata dai monegaschi al sovrano nel 1997. In una teca, invece, viene conservato il casco integrale del campione del mondo Ayrton Senna, dato in regalo dal pilota a Ranieri III. Nel museo c’è anche un simulatore di Formula 1 tutto da provare, per una sessione da sette minuti di adrenalina pura al prezzo di 20 euro (il biglietto d’ingresso per gli adulti è di 6,50; gli studenti e i visitatori dai sei ai 16 anni ne pagano tre).
 
Facile da girare a piedi o in autobus, il Principato accoglie ogni anno oltre cinque milioni di turisti, attratti dai suoi luoghi più iconici, come il Palazzo dei Principi e la Cattedrale. Per ammirarli, bisogna salire fino al panoramico quartiere di Monaco Ville. Meglio nota come La Rocca, è questa la parte più antica della città-stato fondata dal guelfo Francesco Grimaldi (anche detto Malizia per la sua astuzia) che, fingendosi monaco, nel 1297 riuscì a conquistare il castello. Considerato uno dei punti d’interesse presi più d’assalto, il Palais Princier, che in principio era una fortezza, è da secoli la residenza dei sovrani. E se l’esterno dell’edificio appare sobrio, l’interno ha tutte le caratteristiche di un palazzo principesco, con il Cortile d'Onore e la scala a doppia rampa in marmo di Carrara, la Galleria d'Hercule, il Salon Mazarino con i rivestimenti lignei policromi, la Chambre d'York e, infine, la Sala del Trono con il camino Rinascimento. Al centro della sontuosa stanza, una piccola esposizione temporanea intitolata “Les princes photographes” mette in mostra immagini d’archivio sui viaggi e sulle avventure che la principessa Grace condivise con la famiglia durante la sua vita.
 
Uscendo dal Palais, si compiono pochi metri prima di raggiungere la terrazza naturale dei Jardins Saint-Martin, famosi per la vista panoramica mozzafiato che regalano. Se lo slogan del Principato ora è “green is the new glam”, il parco metropolitano risponde perfettamente a questa filosofia che punta a recuperare spazi verdi dalle aree ipercementificate della città-stato (è prevista per il 2025 l’inaugurazione del nuovo quartiere residenziale Le Portier, attualmente in costruzione). Questa “cascata verde” sul mare è il punto migliore per cogliere tutta la bellezza di un altro sito simbolo di Monaco: il maestoso Museo oceanografico. Edificato nel 1910 sotto l'egida del Principe Alberto I e consacrato alla ricerca sottomarina, nei suoi 400 metri cubi d'acqua, lo stabile dà casa a pesci martello e a razze maestose che sguazzano davanti a un’incredibile scogliera corallina, mentre gli squali nuotano nella laguna. In un itinerario all’insegna del glamour, non può mancare una tappa alla Cattedrale di Monaco, dove sono stati celebrati molti dei matrimoni della famiglia reale, su tutti quello nel 1956 di Grace Kelly e Ranieri III. Oggi, in questo luogo sacro dallo stile romanico-bizantino realizzato con le pietre bianche della Turbie, è possibile fare visita ai sepolcri dei Grimaldi.
 
La vacanza impone poi una visita a Monte Carlo, quartiere che più di ogni altro sa soddisfare i gusti e le esigenze dei viaggiatori più mondani, attratti dai tanti eventi che accendono i riflettori sul piccolo e ricchissimo Paese, a partire dal Gran Premio di Formula 1. Per un drink con vista sull’elegantissimo Casinò, l’indirizzo è la Brasserie del Café de Paris, simile ai bistrot francesi in stile Belle Époque. Questo locale d’élite di fine ‘800 aperto da mattina a sera, offre sessioni di “people watching” (la caccia ai volti dei passanti) e una vasta gamma di prelibatezze nel menu. Ma attenzione ai prezzi: un espresso costa 4,50 euro, un club sandwich 18, una coppa di gelato ai frutti esotici, 20 e un cocktail speciale a base di amaretto e liquore di pesca, 22. Per un angolo d’Oriente dal gusto sofisticato, c’è invece il Maya Jah, un raffinato indiano dagli arredi di design con i colori del Rajasthan. I piatti delicati e gustosissimi strizzano l’occhio ai sapori del Sud del Subcontinente, e lasciano poco spazio al piccante. I prezzi del ristorante che la sera diventa cocktail bar, sono assolutamente competitivi: si mangia e si beve con 70 euro. Poi, se si opta per la formula dell'originale lunch servito nel tiffin box indiano dipinto a mano, bastano 22 euro per un antipasto, un piatto principale, una porzione di yogurt e del buonissimo pane caldo.
 
Se durante il soggiorno si vuole respirare un po’ di cultura, il luogo in cui rifugiarsi è il Grimaldi Forum, un imponente centro che propone mostre, concerti e spettacoli di danza.
Ogni estate, questo gigante teatro tra cielo e mare, organizza una grande esposizione tematica. Quest’anno l’appuntamento è con “L’oro dei faraoni. 2500 anni di oreficeria nell’Antico Egitto”, un percorso all’insegna del lusso gold visitabile dal sette luglio al nove settembre prossimi. Lo spazio propone ben 150 capolavori del Museo del Cairo, come gioielli d’oro, bracciali d’argento e vasi preziosi rinvenuti nei corredi funerari dell’affascinante Periodo dei re. Per un tuffo nella vivacità monegasca doc, si va nel quartiere La Condamine, il secondo più antico del Principato. Qui, nella zona di Port Hercule, si trovano, uno dietro l’altro, ristoranti, pub e locali che animano la vacanza. Come la Brasserie de Monaco, ideale per provare birra artigianale di qualità e di produzione propria, magari scegliendo la formula degustazione. Ovvero, una palette da tre mini-boccali di Bionda, Ambrata e Bianca venduta a nove euro.
 
Ancora: al Marché de la Condamine ci si approda per un pranzo conviviale ricco di specialità locali. Da “A Roca”, il bistrot più tradizionale dell’area coperta, si ordinano le petits farcis (1,10 al pezzo), piccole e gustose porzioni di zucchine, peperoni e pomodori con ripieno di carne e verdure al gratin. Tra le proposte, non mancano i barbajuan, dei grandi ravioli fritti con spinaci e formaggio, le focacce pissaladière con cipolla, acciughe e olive taggiasche, le quiche e le pizze rustiche. Alla “Maison des Pâtes”, invece, si delizia il palato con tagliatelle, gnocchi e tortellini conditi alla Bolognese, all’Amatriciana o alla Carbonara, e non si spende più di dieci euro a piatto. Il digestivo, pensato anche come souvenir chic da riportare a casa, si trova a L’Orangerie ed è un liquore di arance amare realizzato con i frutteti del Principato in questa ricercata distilleria mignon.
 
Per una cena insolita considerati gli standard di Monaco, il tavolo da prenotare è allo Stars ‘N’ Bars. Ad aprire nel 1993 l’american sport bar – una rivoluzione, ai tempi, nell’offerta gastronomica monegasca – sono stati Kate e Didier, una coppia unita dall’ambizione di fare qualcosa di davvero unico. Oggi, a distanza di 25 anni, il ristorante è un ecohub che fa riciclo, applica misure green (l’energia si ricava interamente da fonti rinnovabili) e realizza piatti a base di prodotti di stagione, raccolti in parte nell’orto di famiglia. Con opzioni vegane e gluten free, le proposte a prova di veri gourmands sono presentate in modalità digital su iPad. Se i lunedì del locale sono “meatless” con menu vegetariani per ridurre la produzione di carbonio, gli altri giorni restano all’insegna del cheeseburger (17 euro) e della T-bone steak (35). A rendere questo ristorante particolare, però, sono soprattutto le teche, le vetrine e le pareti, ricche di oggetti appartenuti a celebri cantanti o a campioni dello sport (si va dal body di Madonna alla chitarra di Eros, dal gilet di Jon Bon Jovi alla maglia di Jordan, dall’abitino “total black” di Tina Turner agli occhiali neri a rettangolo, con cappello e cravatta, di Elton John).

Lo Stars ‘N’ Bars, inoltre, è tappezzato di foto-ricordo che immortalano, in posa accanto ai titolari, i personaggi famosi che, almeno una volta nella vita, sono stati nel locale. Nelle immagini si riconoscono i Fugees, Sharon Stone, Kevin Costner, Owen Wilson, Shaggy, Alicia Keys, Shakira, Gloria Gaynor, Rod Stewart, Niki Lauda, Jude Law e Sienna Miller. Le maglie di Trezeguet, Beckham, Baggio e Ronaldinho, ma anche la t-shirt bianca con le firme dei Rolling Stones, la bici da corsa di Moser, le tute di Max Biaggi e Loris Capirossi, e i guanti con cappellino di Michael Schumacher, rendono questo posto ancora più straordinario. Per raggiungere il Principato di Monaco dall’Italia, l’ideale è volare fino a Nizza e poi salire a bordo di un elicottero che, dopo nove minuti, atterra all’eliporto di Fontvieille (la tariffa di andata e ritorno è di 280 euro). Per informazioni: www.visitmonaco.com/it.
 
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