Nel cuore della Spagna, da Avila a Segovia alla scoperta dei tesori della Castilla-Leon
di Marco Berchi
L'Alcazar di Segovia
Salire su un aereo, due ore di volo, auto a noleggio e via, è subito vacanza. Un’esperienza diffusa e che piace agli italiani non solo in America (le ore di volo sono di più…) ma anche e soprattutto in Europa: bassi costi dei voli, formule convenienza per i noleggi, molte soluzioni per il pernottamento, tante cose da vedere su distanze non sfiancanti. In più, la possibilità di spingersi su rotte diverse da quelle delle vacanze di massa, su itinerari che per molti sono di vera e propria scoperta. È il caso del breve ma bel tour che abbiamo provato per voi nel cuore della Spagna, nella regione di Castilla – León, a nord ovest di Madrid. Un tour non molto conosciuto, almeno rispetto all’Andalusia, per esempio, e che però che punta a tesori catalogati nel patrimonio Unesco. Infinite sono le varianti, è bene da sapere che si svolge sempre su strade ottime e ben segnalate.



CITTÀ DI PELLEGRINAGGIO

Si esce dall’aeroporto di Madrid – Barajas non senza aver preso a noleggio anche un navigatore e ci si immette nel moderno reticolo di autostrade che circonda la capitale. Prima meta e prima sorpresa: Avila. Siamo a ben 1130 metri di altitudine, nel cuore di un altopiano tappezzato a perdita d’occhio da campi di grano e il caldo estivo è spesso mitigato dalle frescure della quota. Patria di un gigante come Santa Teresa, Avila si sta preparando al 5° centenario della nascita della sua cittadina più illustre (www.huellasdeteresa.com) ed è d’obbligo una visita approfondita alla chiesa e al convento che sorgono sul luogo della casa natale della Santa, meta di pellegrini da tutto il mondo.

Belle anche la Cattedrale e la basilica romanica di San Vincenzo ma è sulla straordinaria e integra cerchia di mura che circonda l’intero (2,5 km.) perimetro del centro medievale che occorre porre l’attenzione, prima con una passeggiata sul Paseo del Rastro, poi lungo la panoramica porzione di coronamento recentemente attrezzata con scale e camminamenti. Da non perdere, per i più romantici e non, i colori del tramonto che infiamma le pietre degli 87 torrioni.



Centodieci chilometri di comoda autostrada nel cuore dell’altopiano castigliano ed ecco la seconda tappa: Salamanca. Dalle atmosfere raccolte di Avila a quelle frizzanti di questa bellissima città dall’imponente skyline il salto è notevole ma a moderarne l’impatto provvedono i due elementi che più colpiscono il viaggiatore: la bellezza sontuosa e austera al tempo stesso di Santo Stefano — capolavoro dello stile plateresco — e delle due Cattedrali e la folla di giovani che popolano il centro.

Salamanca è infatti la “capitale” universitaria della Spagna e si può dire che l’Ateneo occupi la porzione più ampia e significativa del centro storico. Visitare l’enorme Cattedrale nuova, dalla facciata in vera e propria filigrana di pietra, e ammirare l’altra e poco distante facciata, quella dell’Università, prima di entrare nei cortili storici dell’Ateneo è quindi un’unica esperienza di arte e cultura, da arricchire con infiniti spunti in questa poco conosciuta (dagli italiani) perla spagnola. Alla sera, poi, tutti in Plaza Mayor sino a notte fonda, non senza aver gustato un piatto di jamòn iberico, vera “religione” locale che fa il paio con quella dei tori, o aver sostato per le immancabili tapas in uno delle centinaia di locali del centro.



IL BIVIO

Si diceva delle molte varianti di questo itinerario. Chi è interessato ai temi religiosi potrà puntare su Alba de Tormes (luogo della morte di Santa Teresa) o su Aranda de Duero, sede quest’anno di una curatissima mostra sul tema dell’Eucarestia. Altri, con più tempo a disposizione, potranno puntare a nord verso Zamora e Leòn o verso il capoluogo regionale Valladolid, sede tra l’altro dell’importante Museo nazionale di Scultura. Altri ancora potranno rallentare e sostare nelle tipiche Posadas Reales, agriturismi esclusivi della Castiglia – León.



IMPONENTI VESTIGIA

Per tutti, da non perdere la tappa conclusiva del nostro ideale itinerario castigliano: Segovia. Siamo di nuovo a mille metri di quota e c’è da restare ammirati nel trovarsi di fronte allo stupefacente stato di conservazione dell’acquedotto romano che, con il centro storico, è valso alla città il riconoscimento dell’Unesco: ventinove metri di altezza, 2 ordini di arcate, blocchi di granito senza calce che lasciano a bocca aperta. Poi si sale alla cattedrale e si visita il vertiginoso Alcàzar, che fa a buon titolo parte delle immagini-simbolo della Spagna, con le sue mura e le sue torri a picco su uno sperone roccioso che domina la vallata e la città.

Il rientro all’aeroporto e alla conclusione del nostro circuito è rapido e breve (100 km di autostrada). Naturalmente, Madrid è lì e attende di essere visitata all’inizio o alla fine del nostro tour. Ma questo è un altro viaggio e (forse) un’altra Spagna.
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