Utrecht, il palazzo libreria che strega turisti e cittadini
di Francesca Spanò
Utrecht, il palazzo libreria che strega turisti e cittadini
Una libreria gigante, con effetto 3D, che incanta ogni passante. Non una qualunque però, ma in versione virtuale e personalizzata. La facciata di un palazzo di Utrecht, in Olanda, che si trova all'angolo fra Amsterdamsestraatweg e Mimosastraat, è diventata una vera e propria opera d’arte a cielo aperto, grazie al lavoro dello street artist locale, Jan Is De Man. In poco tempo la sua creazione, fotografa da tutti e ormai virale, ha mostrato come si possa comunicare bellezza con una semplice immagine che racconta il vissuto di un edificio. Sì, perché i libri riportati su questa speciale biblioteca colorata, sono davvero i preferiti degli inquilini della struttura; testi che i proprietari hanno amato e conservato e che rappresentano un momento speciale della loro vita.
 
 

Libreria, scaffali e fantasia
 
Chi scorge la libreria non può fare a meno, ancor prima di scattare una foto, di leggere le copertine alla ricerca di un titolo che si conosce molto bene e l’effetto ottico è garantito. A livello tecnico, si tratta di un insolito trompe l'oeil a tre livelli, realizzato insieme al collega Deef Feed per un preciso scopo: creare un regalo personalizzato per i suoi amici che hanno una casa nello stabile. Non si parla, dunque, di un lavoro su commissione, ma di un bellissimo cadeau che rivaluta un muro che andava risistemato e abbatte i confini a suon di cultura. Un’alternativa certamente originale, ma forse nemmeno lo stesso artista avrebbe mai potuto aspettarsi tanto successo e oggi Jan Is De Man è sempre più noto, anche perché non è come tutti gli street artisti. Per lui non è necessario trovare una parete distrutta, l’importante è il messaggio e la giusta collocazione. La scelta di questo tipo di forma artistica, poi, non è casuale perché inganna l’occhio e divide gli oggetti presenti in bidimensionali e tridimensionali. Ecco perché cattura l’attenzione immediatamente. Per concludere il progetto, serviva qualcosa che appartenesse profondamente alla vita dei residenti e così ha chiesto loro a quali libri fossero più legati. In tal modo, il murales non è un freddo contenuto dai tratti perfetti, ma il racconto visivo di diverse esperienze che scorrono tra le pagine di vecchi capolavori dal fascino immortale.
 
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