Dal bunker della stazione Termini alle Terme di Catania, tornano le Giornate d'autunno del Fai
Il bunker della Stazione Termini
Dagli antri sottorranei alle architetture ardite che puntano dritte al cielo, pochi passi l'uno dall'altro, uniti dalla Meraviglia della scoperta in una Roma dove si pensa di aver visto tutto e invece la sorpresa è dietro l'altro. Così ecco il  nel bunker grigio e razionale della Stazione Termini, costruito nel '36 in caso di attacco dei nemici del Fascismo, e organizzato con tutti i macchinari necessari a guidare i treni anche dai sotterranei. E poi, andando verso Castro Pretorio, salire al palazzo del ministero dell'Aviazione, che Italo Balbo negli anni Trenta volle straordinariamente all'avanguardia, con i grandi affreschi di Marcello Dudovich, l'enorme aeromensa dove i dipendenti mangiavano compitissimi in piedi e soprattutto gli ascensori da prendere al volo, che qualcuno ribattezzò "Pater noster" perché salivano e scendevano in continuazione senza soluzione di continuità come le preghiere di un rosario. 

L'occasione della scoperta il 13 e 14 ottobre con le Giornate d'Autunno del Fai: 150 itinerari e 660 aperture in tutta Italia. Lo slogan è quello ormai collaudato, «Ricordati di salvare l'Italia», il tema centrale la manutenzione, argomento più che mai attuale dopo la  tragedia del ponte Morandi a Genova e il crollo, per fortuna senza vittime, del tetto della Chiesa dei Falegnami a Roma. 
«La manutenzione costa molto meno del restauro, ma è essenziale» ammonisce il presidente Fai Andrea Carandini, dolorante per un dente, ricordando insieme al vicepresidente esecutivo Marco Magnifico che per queste necessità il Fondo Italiano per l'Ambiente spende ogni anno circa 1 milione e mezzo di euro.  Il ministro Bonisoli: «È arrivato il momento per l'Italia di fare un esame di coscienza sui fondi da destinare alla manutenzione, per noi è la priorità».

Intanto non si può perdere l'occasione di vedere la Meraviglia Italia: a
 Napoli l'ipogeo mai visto che è sotto il giardino di Babuk vicino alla centralissima via Foria; a Venezia a casa Masieri, seguendo la romantica storia di questa famiglia che voleva trasformare il palazzo in un memoriale per il figlio morto e che per questo commissionò il progetto niente meno che a Frank Lloyd Wright ma eseguito poi dall'italiano Carlo Scarpa; a Sabaudia la Villa di Domiziano e alle sue enormi cisterne che qualche proprietario successivo all'imperatore trasformò in galere; a Savona il Carcere di Sant'Agostino, dove venne rinchiuso anche Pertini; a Catania si scende nel ventre di Piazza Duomo per raggiungere le Terme achilliane. 
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