Lagazuoi Expo Dolomiti, galleria d'arte a 2.778 metri di quota: in mostra reperti preistorici
di Jacopo Orsini
Una terrazza sulle Dolomiti a 2.778 metri di quota. Uno spazio espositivo insolito, da raggiungere anche con gli sci ai piedi. Costruita su una balconata naturale, la nuova galleria si trova sulla cima del Lagazuoi, pochi minuti di funivia dal passo Falzarego, il valico lungo la statale 48 attraversato dal Giro d'Italia fin dai tempi di Coppi e Bartali, una ventina di chilometri dopo Cortina d'Ampezzo, in provincia di Belluno.

Una vetta amata dagli sciatori: è da qui che parte l'Armentarola, una delle discese più belle e più lunghe dell'arco alpino che dalle piste ampezzane porta fino agli impianti dell'Alta Badia. Ma una montagna famosa anche per motivi storici: durante la prima Guerra mondiale fu teatro di violenti scontri fra l'esercito italiano e quello austro-ungarico. Ribattezzato Lagazuoi Expo Dolomiti, questo locale ora dedicato a mostre e rassegne nasce dalla ristrutturazione di quella che una volta era l'officina della funivia.

«La montagna è una realtà fatta di valori ed emozioni. Lo spazio nasce con l'obiettivo di trovare il luogo ideale dove accoglierli», ha spiegato Stefano Illing, l'ideatore della galleria e presidente del Consorzio Cortina Delicious, che riunisce gli imprenditori dell'industria turistica della zona. Il Lagazuoi Expo Dolomiti, inaugurato ai primi di febbraio, è stato pensato con l'obiettivo di farne un centro d'arte aperto sia d'estate che d'inverno. Quattro sale espositive disposte su tre piani, una vista mozzafiato sulle Dolomiti, grazie al riscaldamento a pavimento con pannelli solari e all'accumulatore di calore, lo spazio è autosufficiente sul piano energetico. «E' l'espressione di una visione imprenditoriale focalizzata sul turismo, che punta a raccontare e far vivere la montagna in maniera diversa e innovativa», ha sottolineato l'assessore al Turismo del Comune di Cortina d'Ampezzo, Valerio Giacobbi.



L'interno del nuovo spazio espositivo sul Lagazuoi


La prima esposizione allestita sul tetto delle Dolomiti, che resterà aperta fino al 2 aprile, si intitola Ötzi e Valmo - Quando gli uomini incontrarono le Alpi. È la prima di una serie di iniziative, che nella mente degli ideatori del centro, vogliono offrire uno sguardo nuovo sull'uomo e il suo rapporto con la natura, intrecciando attualità e ricerca scientifica, artistica e storica. La rassegna ci riporta indietro di 8mila anni, alla preistoria, ai primi abitanti delle Alpi e ai cambiamenti climatici che ne hanno permesso la colonizzazione.

La mostra, attraverso riproduzioni e calchi, ripercorre infatti il lungo periodo che separa Ötzi - vissuto 5.300 anni fa in Val Senales a 85 chilometri in linea d'aria dal Lagazuoi, la cui mummia è stata ritrovata sul ghiacciaio a 3.200 metri di quota - e Valmo, l'uomo di Mondeval, passato su queste vette 8.000 anni fa e ritrovato vicino al passo Giau, a 2.150 metri di quota. Due scoperte che hanno consentito di ricostruire un eccezionale patrimonio di oggetti e informazioni sull'età del Rame e sulla vita di un cacciatore mesolitico. «Il Lagazuoi è un terrazzo privilegiato - ha spiegato Diego Battiston, curatore della mostra -. La sede ideale per far conoscere questa parte di storia poco nota: la presenza dell'uomo in alta quota».



L'inaugurazione del Lagazuoi Expo Dolomiti, da sinistra il presidente del Gis, Francesco Marino, il sindaco di Selva di Cadore, Silvia Cestaro, il presidente di Lagazuoi spa, Marcello Menardi Demai, l'assessore al Turismo di Cortina d'Ampezzo, Valerio Giacobbi, l'ideatore della galleria, Stefano Illing.
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