Torna a splendere Tusculum, la "Pompei alle porte di Roma": tra percorsi di visita e nuove scoperte
di Laura Larcan
I romantici viaggiatori la definirono nell'Ottocento "la Pompei alle porte di Roma", il celebre etnologo Fosco Maraini la chiamava “luogo primitivo dell’anima”, il grande Giorgio Albertazzi la considerava un luogo d'elezione per fare del "sano" teatro. In tanti si sono innamorati dell'antica città latina di Tuscolum che ora punta a riprendersi la ribalta che le spetta dopo un anno di chiusura e con un percorso di visita tutto nuovo. Siamo nel cuore del circuito dei Castelli Romani, dove il parco di 50 ettari rappresenta la perfetta fusione tra archeologia e natura.
 
 


Qui la storia millenaria (le origini affondano le radici nel XV secolo a.C.) ha una forza evocatrice, che riesce a scomodare persino il mito, visto che la leggenda della sua fondazione è legata alla figura di Telegono, figlio di Ulisse e della Maga CirceE questo tesoro riaprirà ufficialmente al pubblico sabato 13 e domenica 14 aprile, con un ricco programma di attività per grandi e piccoli, tra visite guidate, laboratori e un concerto. Deus ex Machina di questa impresa è la Comunità Montana Castelli Romani e Prenestini che nel 1984 ha acquistato il sito dai principi Aldobrandini, e grazie all'accordo decennale con la Escuela Española de Historia y Arqueología en Roma ha avviato ambiziosi progetti di ricerca archeologica.   

Il percorso di visita del parco si snoda attraverso i resti degli edifici dell'originario centro urbano, che è 
divenuto nei secoli residenza estiva di imperatori e senatori, da Cicerone a Tiberio. L'archeo-trekking, allora, tocca il foro, il tempio di Mercurio e la Basilica, l’area dei tempietti e la Fontana Arcaica fino al teatro, risalente al 75 a.C., mirabile esempio di architettura romana e simbolo del parco, che ha mantenuto la struttura primaria con la cavea a semicerchio divisa in quattro settori e che può ospitare attualmente fino a 350 spettatori. Fuori dall’area del Foro, seguendo i basolati della Via dei Sepolcri, i visitatori possono liberamente vedere i resti dell’edifico termale recentemente scavato nell'area dell'ex parcheggio, e del Santuario extraurbano. Tutto è frutto di diversi interventi di manutenzione e valorizzazione dell’area.

Non mancano le nuove scoperte riaffiorate dagli scavi, che risalgono all'età di Adriano. Strategica sarà la nuova campagna per completare nel 2020 l'operazione valorizzare tutto un nuovo complesso archeologico mozzafiato. Come raccontano gli archeologi: «Dalle rivelazioni dall'alto si intuiva un lungo allineamento. Abbiamo aperto e ci siamo trovati davanti a un muro lungo 29 metri della Chiesa medioevale, con tanto di ossari e gallerie sepolcrali in facciata, sulle colonne delle antiche terme romane. È tutto dipinto e affrescato, ancora con mosaici, tiepidarium e frigidarium. Dai bolli, sono sicuramente adrianee». 
DIVENTA FAN DEL GAZZETTINO
Planisfero
Fotogallery