Salina, l’isola “verde-blu” delle Eolie, riapre al turismo
di Francesca Spanò
Salina, l’isola “verde-blu” delle Eolie, riapre al turismo
Spruzzi di verde brillante sotto un cielo terso e un mare trasparente: Salina è un vero e proprio Eden e, tra le splendide isole Eolie, ha sempre avuto un ruolo in primo piano per i suoi paesaggi. Ha stregato turisti e volti noti, non ultimo Nanni Moretti che dopo averla scelta per il suo film Caro Diario, è tornato più volte anche per prendere parte a degli importanti eventi all’interno di un fazzoletto di terra paradisiaca.

Salina, l’isola “verde-blu” delle Eolie, riapre al turismo

Ora ha riaperto al pubblico per una nuova stagione all’insegna dell’Immersione Totale nella Natura più incontaminata dell’Arcipelago, garantendo la possibilità di rilassarsi in totale sicurezza e coccolati da meraviglia in ogni angolo. 

Salina: perché una vacanza qui è speciale

Il 2020 è un anno unico per tanti motivi, ma ce n’è uno più che positivo: la stagione celebra i venti anni di Salina e delle Isole Eolie tra i siti Patrimonio Unesco. Quattro lustri durante i quali è stato moltiplicato l’impegno per la salvaguardia di un patrimonio di biodiversità mediterranea, agricola e vitivinicola, assolutamente particolare.
  • L’isola vanta mare pulito e “certificato” dal 2007 ed ininterrottamente, da sette anni, a Santa Marina Salina, sventolano le 5 vele della Guida Blu di Legambiente.
  • Sia a livello di vegetazione che di fauna marina è fortemente caratterizzata ed è nota per la Riserva Naturale che occupa oltre la metà del territorio.
  • I panorami sono molto suggestivi e si passa dal mare alla montagna nel giro di pochi metri. Il più alto dei due monti di Salina, il Monte Fossa delle Felci 962 mt, ospita nel cono un bellissimo bosco di Felci, mentre il Monte Porri 860 mt, è la dimora del Falco della Regina.
  • Qui l’accoglienza è familiare e si possono provare diverse esperienze: dall’orto con la raccolta delle erbe spontanee, alle escursioni naturalistiche, fino alle avventure sul mare.
  • I sapori tradizionali sono indimenticabili. C’è la Doc delle Lipari e la grande produzione della Malvasia. È prodotta con l’uva raccolta nella prima quindicina di settembre e i grappoli sono esposti in terrazze in modo che l’appassimento attraverso il sole aiuti a raggiungere la giusta gradazione zuccherina. La cucina tipica, poi, è tutta da provare, con un grande re: il cappero di Salina, presidio Slow Food.
il cappero è parte integrante del paesaggio e, fino all’avvento del turismo, ha costituito il motore trainante dell’economia isolana. La raccolta si effettua da fine maggio a tutto agosto, ogni 8, 10 giorni. I raccoglitori iniziano prestissimo, verso le 5 del mattino, vengono stesi ad asciugare su teli di juta, al fresco, per impedire loro di sbocciare e si procede alla salatura (alternando uno strato di capperi a uno strato di sale marino grosso) che avviene, solitamente, in fusti (cugniettu), utilizzati anche per le acciughe. Nei giorni seguenti vengono travasati e sono pronti in un mese circa.
  • Salina è stata location di indimenticabili film. Chi non ricorda il dialogo tra Troisi/Il postino e Noiret/Pablo Neruda nell’incantevole scenario isolano? 
"Don Pablo, posso farvi una domanda?
-Certo, dimmi.
-Ma il mondo, il mare, il cielo, le stelle, eccetera eccetera, è tutto una metafora di qualcosa?”.

La curiosità

In un luogo dove la vacanza può essere organizzata su misura, bisogna sfatare il mito delle mogli dei pescatori che si dedicano alla casa o lavorano nel territorio. Qui, invece, sono molte le donne pescatrici: nel 1950, nelle sette Isole Eolie, c'erano delle signore che anche da sole andavano a pesca fino a quindici-diciotto miglia lontano dalla costa. Affrontavano coraggiosamente il mare in burrasca, si spostavano di isola in isola per vendere il pescato.

Ritorna il turismo

Grazie all’Associazione “Salina Isola Verde”, che raggruppa i principali operatori dell’Ospitalità e dei Servizi isolani, il turismo può riprendere quota anche da queste parti. Le strutture sono pronte a riaprire a Didyme, l'isola delle montagne gemelle, – questo il suo antico nome greco - che si presta per sua stessa natura come meta estiva ideale, per via dei suoi grandi spazi, le foreste, il clima mediterraneo e la sua cultura. L’accesso può essere organizzato tramite una serie di servizi di trasporto che garantiscono tutti gli standard di sicurezza previsti:
  • Dall’aeroporto di Catania Fontanarossa e dall’aeroporto di Palermo Punta Raisi al porto di Milazzo operano diverse compagnie che giornalmente effettuano il servizio di transfert privato in totale sicurezza. Gli ospiti sono prelevati nella zona arrivi dell’aeroporto ed accompagnati fino al terminal aliscafi del porto di Milazzo.
  • Dall’aeroporto di Catania Fontanarossa al porto di Milazzo opera un servizio di trasporto pubblico tramite bus.
  • L’accesso all’isola via mare viene regolarmente garantito dal collegamento tramite aliscafi e navi delle compagnie di navigazione Liberty Lines, Siremar e NGI.
  • L’accesso all’isola può avvenire anche attraverso un servizio transfert tramite elicottero 
In tutti i casi le norme di sicurezza e il distanziamento sociale sono assicurati. In ottemperanza con le disposizioni emanate dalla Regione Sicilia e’ stata creata un USCA - Unità Speciale di Continuità Assistenziale nell’ambito delle isole Eolie, che avrà il compito di monitorare ed intervenire con procedure strettamente codificate – ed attraverso uno specifico cordone sanitario - nel caso si presentassero casi sospetti sull’isola. Le cure e l’eventuale quarantena saranno gestite - a carico della Regione – in apposite strutture dedicate.
 
 
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