Scatole di latta, che passione: a Gerano un museo dedicato alle "tin boxes"
di Maria Serena Patriarca
La Casa delle Antiche Scatole di Latta

Scatole di latta, che passione! Vero gioiello per gli amanti delle “tin boxes” e del vintage La Casa delle Antiche Scatole di Latta, nel delizioso borgo di Gerano, è uno dei fiori all’occhiello del territorio dei Monti Prenestini e della Valle del Giovenzano, di cui rientra a pieno titolo nel Sistema Museale. Si tratta dell’unico museo italiano specializzato nel settore delle scatole di latta vintage, visitabile su appuntamento tramite il sito www.casadellescatole.org. L’ideatrice è la collezionista Marina Durand de La Penne, deus ex machina di questa raccolta eccezionale e nipote dello storico ammiraglio Luigi Durand de La Penne.

 

Proprio lei ci spiega come è riuscita a creare, con pazienza e fantasia, questo piccolo angolo che attira visitatori da tutto il mondo: “ho raccolto le scatole nei mercatini di tutta Italia, specialmente in quello dei Navigli a Milano, nel corso di ben quarant’anni. Tutto iniziò a Tirano, in Valtellina, quando acquistai una grande latta di biscotti Saiwa che veniva adibita a contenitore per le lenzuola. Da quel momento in poi non mi sono più fermata.

Le scatole di latta, tutte italiane risalenti al periodo fra fine Ottocento e lametà del Novecento, testimoniano i cambiamenti storici, di gusto e di stile del nostro Paese”. Si tratta di scatole prevalentemente ad uso alimentare, che hanno contenuto biscotti, caramelle, cioccolato, cacao: oggi vere “perle” per intenditori, tant’è che pezzi simili si trovano su Ebay talvolta a prezzi da capogiro.

Accanto alle stanze della Casa dedicate alla mostra permanente ce n’è una dove si alternano mostre tematiche: in questi mesi è dedicata alle tin boxes del Dopoguerra dedicate alle favole (“Scatole Favolose”), con un corner speciale su Pinocchio. “Prossimamente però”, anticipa Marina, “darò vita ad una nuova esposizione che radunerà le scatole degli anni Sessanta”. L’usanza di questo museo bomboniera è che ogni visitatore grande o piccino (si visita solo in numeri ristretti di persone, su appuntamento) lasci all’interno della propria scatola preferita un bigliettino con scritto il proprio desiderio segreto.

Fra i pezzi esposti non passa inosservata una confezione di dolci di cioccolato, datata 11 marzo 1929 ed elogiata e autografata da Gabriele D’Annunzio. Molto d’effetto anche i “lattoni” Saiwa per la vendita dei biscotti sfusi, databili tra il 1925 e il 1930. Non mancano neppure le famose scatole a forma di cestino della Bertolini: contenevano il lievito e vennero prodotte negli anni Cinquanta in una serie con oltre 100 varianti. Fra le scatole degli anni Trenta tante sono decorate con motivi orientali, secondo il gusto Decò dell’epoca. Molto belle anche le “cassate postali”, contenitori rotondi utilizzati in Sicilia per la spedizione delle cassate. In una teca troneggia una scatola originalissima a forma di carrarmato, degli anni della prima Guerra Mondiale. E non manca l’angolo dedicato alle scatoline in miniatura d'antan, comprese quelle tascabili per le pillole e le caramelle. Fra storia del costume e del gusto, ecco anche la scatola commemorativa delle nozze di Umberto di Savoia e Maria Josè, del 1930. Per prenotare la propria visita gratuita si può contattare direttamente Marina Durand de La Penne al numero 348 7960033.

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Il museo delle scatole di latta di Gerano
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