Andar per castagne nella Selva di Cori, uno dei boschi più affascinanti del Lazio
di Maria Serena Patriarca

Tempo di castagne: cosa c’è di meglio che raccoglierle per conto proprio nel bosco? Una meta ideale è la Selva di Cori, considerata tra i boschi più suggestivi del Lazio. Siamo a Cori, sui Monti Lepini, e dal bellissimo borgo che fonde antichità e Medioevo si può facilmente raggiungere in macchina il bosco omonimo, seguendo la direzione per Fontana del Prato. All’entrata troverete un cancello da lasciare sempre chiuso dopo il vostro ingresso, per evitare che gli animali al pascolo all’interno dell’area boschiva (specialmente bovini e cavalli) possano uscire. In questo periodo la Selva di Cori riserva una bellissima sorpresa per grandi e piccini: la possibilità di raccogliere le castagne che cospargono letteralmente i sentieri e le radure.

 

Muschio, funghi, cerri, alberi secolari di castagno e di faggio e i suoni della natura che fanno da padroni nel silenzio: questo il contesto da godere a pieno, attrezzandosi con scarpe impermeabili adatte per il trekking (il terreno può essere fangoso e roccioso) e un'utile scorta di acqua. Una passeggiata attraverso questi sentieri è paragonabile a quello che in Canada o in Giappone si chiamerebbe “forest bathing”, un’immersione nel verde che diventa un’esperienza detox per il corpo e la mente.

L’autunno, con i colori del foliage, è il momento ideale per ammirare la vegetazione del bosco in tutte le sue sfumature di colore. Ricchissimo anche il patrimonio faunistico di quest'area naturale tra le più affascinanti dei Lepini, dove volano il falcone e il coturnice e si aggirano lepri, moscardini e tritoni italiani. Dopo aver visitato il bosco è d’obbligo una tappa al delizioso borgo di Cori, antico centro dei Prisci Latini il cui nome sembra derivare dall’antica città di Cora, che la tradizione vuole sia stata fondata tra il XII ed il XII. Senza dimenticare che i primissimi insediamenti sulla collina dove sorge il paese sono datati addirittura all’Età del Bronzo.

Il borgo è dominato dal Tempio di Ercole, risalente all’inizio del I secolo a.C., di ordine dorico. Storia, cultura ed enogastronomia di eccellenza vanno di pari passo a Cori, regno di porchetta, prosciutto cotto al vino, coppiette di cavallo, formaggi e vini tipici coresi. La Cinta Muraria intorno al paese si snoda su due chilometri, e al suo interno sono racchiusi veri gioielli, come il Foro, il Tempio di Castore e Polluce e vari palazzi storici del XVI secolo. Fra i punti più suggestivi, ai piedi del borgo che si erge su una collina, c’è il ponte romano della Catena, costruito nel I secolo a.C., che attraversa il Fosso della Catena, nei pressi della Porta Ninfina.

 

 

 

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Selva di Cori, meta autunnale ideale per chi ama raccogliere le castagne
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