Colori stravaganti e lapidi umoristiche: il cimitero "allegro" in Romania
di Francesca Spanò
Colori stravaganti e lapidi umoristiche: il cimitero
Ogni evento, seppur estremamente tragico, può essere letto in modo “alternativo” e diventare così meno duro da accettare. Un concetto che è stato preso alla lettera in Romania settentrionale, dove esiste il bizzarro Cimitirul Vesel, letteralmente il “cimitero allegro”. Si trova nel distretto di Maramures e nel paese di Săpânța e la sua attrattiva principale è proprio l'originalità, esaltata da colori accesi delle tombe e da un generale senso di gaiezza, se così si può definire.

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Un cimitero che sembra un museo
 
Passeggiando tra le lapidi, il primo dettaglio che balza agli occhi è rappresentato dai disegni e dai dipinti che riprendono scene di vita, in chiave reale o ironica. Riguardano ovviamente il defunto e non di rado viene associata una poesia umoristica che ne ricorda il suo operato in vita.
 
Perché un progetto di questo tipo?
 
Dipende principalmente dalla mentalità locale. Secondo i rumeni, infatti, la dipartita è un momento da celebrare in modo solenne e ricordare a lungo. Una tradizione che si perde nella notte dei tempi e ha origine nella cultura degli antichi Daci, nell’immortalità e nel concetto di “gioia” legata all’ultimo respiro. Questo perché non è detto che morire sia la fine di tutto, ma potrebbe essere l’inizio di qualcosa di migliore e ben più duraturo.

Le origini

Risalgono al secolo scorso, precisamente al 1934, quando lo scultore locale Stan loan Patras, iniziò a pensare a quando sarebbe morto e si mise al lavoro. Cominciò dunque a decorare la sua sepoltura scegliendo il legno di castagno e influenzando molti altri che in poco tempo ne seguirono l’esempio. Questo moltiplicò tale scelta nel giro di una manciata di anni e, ad oggi, la tomba più nota è quella di Dumitru Holdis, le cui miniature in legno vengono addirittura vendute come souvenir.

Il campo santo al confine con l’Ucraina
 
Nel cimitero le croci in legno non sono mai semplici, ma vengono tutte intagliate e colorate con tinte accese e sulle lapidi compaiono frasi umoristiche. Oggi se ne trovano almeno ottocento e sembra di trovarsi in pratica in una galleria d’arte a cielo aperto. E non è finita qui: gli epitaffi sono raccolti nel libro "Le iscrizioni parlanti del cimitero di Sapânta" scritto dal professor Bruno Mazzoni, per non perdersi nulla delle curiose parole dedicate ai morti e sdrammatizzare su un processo inevitabile ma temuto.
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Il cimitero "allegro" in Romania
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