Estate al sicuro con un clic: ecco le telecamere che si controllano dallo smartphone
di Andrea Andrei
Quando si parte per le vacanze, c'è spesso la preoccupazione di dover lasciare la casa incustodita. L'incubo del vacanziero è sempre lo stesso: e se mentre sono lontano qualcuno entra in casa mia?. Spesso infatti non si può nemmeno contare sui vicini, magari assenti pure loro, per cui, quando si torna e si scopre di essere stati derubati, al danno del furto subito si aggiunge la fastidiosissima consapevolezza del fatto che la porta di casa sia rimasta aperta. Secondo un'indagine condotta dall'Istituto di Ricerca e Mercato Sondea, più del 72% degli italiani teme di subire un furto in casa.

Esistono da molti anni sistemi di sorveglianza e di allarme tra i più vari: dagli infrarossi agli impianti perimetrali, fino ai sensori a contatto, che, è bene dirlo, restano comunque la scelta più efficace. Ma da qualche tempo si sono diffuse le cosiddette telecamere Ip, dispositivi economici che possono essere controllati a distanza con uno smartphone o un tablet. Utilizzarle è semplice: basta posizionarle dove si desidera, connetterle al wi-fi e scaricare un'app sul cellulare. Tramite quest'ultima, quando si è fuori, si può visualizzare in diretta ciò che accade in casa. Alcuni modelli sono anche provvisti di vari tipi di sensori, come quelli di movimento o di rumore: se qualcuno passa davanti alla videocamera o c'è un suono più alto di una soglia prestabilita, il dispositivo invia un segnale al telefonino tramite l'app di cui sopra. In realtà possono servire a molteplici scopi, fra cui quelli, molto comuni, di monitorare gli anziani o il sonno dei neonati.

I MODELLI
A seconda delle funzioni, ne esistono vari tipi in commercio. Una delle ultime arrivate è Netatmo Welcome, dotata di riconoscimento facciale, in grado di distinguere un membro della famiglia da un estraneo. Giusto pochi giorni fa, riporta l'azienda, un utente si è accorto tramite la telecamera di un incendio divampato in casa, ed è riuscito a intervenire in tempo. Permette di salvare le immagini su scheda Sd. Si trova a circa 160 euro.

Ezviz offre diverse soluzioni: dalla telecamera base, la Internet Camera C2mini, con infrarossi per la visione al buio e rilevatore di movimento (99 euro), all'Alarm Starter Kit A1, che per 199 euro ha anche un rilevatore di posizione (apertura-chiusura porte e finestre) e un telecomando di sicurezza per il controllo da remoto.

D-Link, una delle marche più conosciute e diffuse, ha un'ampia gamma di dispositivi, che vanno dalla semplice telecamera fissa, la Mydlink DCS932L, alla D-Link DCS-5222L, una cosiddetta Pan e Tilt, che può cioè ruotare su sé stessa e i cui movimenti si controllano dal cellulare. Anche queste rilevano movimenti e rumori, possono funzionare al buio, ed esistono sia in versione streaming che con micro Sd integrata. I prezzi variano da poco più di 50 euro fino a circa 200. Da tenere d'occhio anche alle telecamere fisse Tp-Link, a partire da 50 euro, e Bravo.
Chi avesse bisogno invece di una telecamera da esterni può puntare sulla Foscam FI9900P, che registra su scheda Sd per 20 ore consecutive o la FI9828P, che può vedere al buio per un raggio di 20 metri. I prezzi vanno dai 130 ai 200 euro circa.

Le Netgear Arlo, essendo impermeabili, sono adatte sia per gli interni che per gli esterni. Oltre ad essere belle esteticamente, sono anche senza fili. Ma il prezzo sale: si parte da un minimo di 230 a un massimo di oltre 600 per un sistema complesso composto da una centralina e quattro videocamere.

LIMITI E RISCHI
L'utilizzo di sistemi simili non è comunque qualcosa da prendere a cuor leggero: in ballo c'è quanto di più personale abbiamo, non solo i nostri dati ma la nostra privacy nel senso più stretto del termine. E allora è bene conoscere sì i pregi, ma anche i rischi e i limiti di certe tecnologie. «Bisogna tener presente innanzitutto che le app di gestione delle telecamere Ip sono installate sugli smartphone, che come i computer sono soggetti a virus e quindi a intrusioni», spiega Aldo Agostini, esperto di nuove tecnologie e normative della sicurezza dell'Aipros (Associazione italiana professionisti della sicurezza), «considerando anche il fatto che la maggior parte degli utenti non è in grado di difendersi efficacemente dagli attacchi informatici. Ma il rischio maggiore è rappresentato dal cloud, cioè da quei servizi che salvano le immagini registrate nei propri server. Lì il problema è duplice: da una parte l'intera piattaforma potrebbe essere violata, e quindi gli hacker potrebbero entrare in possesso dei nostri filmati; dall'altra potrebbe essere l'azienda stessa proprietaria del cloud a trattare i nostri materiali, e anche a venderli». Un rischio da cui non si è al riparo nemmeno nel caso in cui le immagini vengano trasmesse in streaming.

LE AZIENDE
Certo, è una questione che di solito non riguarda le aziende più grandi e conosciute, ma è bene sapere che questa evenienza esiste. Insomma, bisogna essere coscienti del fatto che avere una telecamera in casa connessa a Internet espone comunque a un pericolo di intrusioni informatiche, e affinché uno strumento che dovrebbe proteggerci non si trasformi in un occhio invadente che ci spia, si devono prendere alcune precauzioni. Prima fra tutte, bisogna ricordarsi, almeno quando si è in casa, di scollegare le telecamere ip dalla rete elettrica (alcune sono dotate di un interruttore apposito, così che non c'è bisogno di staccare la spina), in modo da scongiurare le possibilità di una violazione.

C'è poi un discorso parallelo, non meno importante, che riguarda la privacy e che sta dando parecchi grattacapi al legislatore. Perché se è perfettamente lecito riprendere uno spazio privato, esistono diversi casi in cui questo diritto viene meno. Spiega Agostini: «Che succede, ad esempio, se in casa mia riprendo un ospite, la colf, o l'idraulico? Si tratta di una violazione della privacy. Ancora peggio se punto la mia telecamera all'esterno e nell'inquadratura rientra anche uno spazio privato altrui, come la porta del vicino o il negozio di fronte: in quel caso si va sul penale».

andrea.andrei@ilmessaggero.it
Twitter: andreaandrei_

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