Narni sotterranea, un tour tra cripte e stanze dei tormenti
di Francesca Spanò
Narni sotterranea, un tour tra cripte e stanze dei tormenti
Una passeggiata intrisa di brivido e mistero, che provoca un formicolio sulla pelle di fronte all’orrore della Sala dei Tormenti e parecchia curiosità alla vista delle scritte della cella più famosa, carica di simboli e speranze. Narni sotterranea continua ad essere una sorpresa anche a diversi anni di distanza dal suo ritrovamento ad opera di un gruppo di giovani speleologi. Grazie a questa fortuita scoperta, oggi abbiamo la certezza che in città esisteva un Tribunale dell’Inquisizione, che non faceva sconti ai condannati ed era ben lontano da quella Narni visibile agli occhi e carica di un dedalo di tranquille stradine.

LEGGI ANCHE Tra faggi, querce e castagni, la via Francigena si allunga fino a Ronciglione
 
 

Un tesoro di valore inestimabile

Chi visita i sotterranei, non incontra un percorso convenzionale e, sicuramente, non resterà deluso. In più, viene proiettato letteralmente all’interno di una storia, una pagina triste del passato ma finalmente ben documentata attraverso questi resti ottimamente conservati e per anni celati da vegetazione e strategica posizione. Il racconto, se così si può dire, parte dall’istituzione del Sant’Uffizio e continua oggi con una memoria che non deve essere cancellata.

Che cos’è Narni Sotterranea

Si tratta di un insieme di ipogei, molti dei quali ormai visitabili e adatti anche a chi soffre di claustrofobia, grazie a diverse aperture verso l’esterno che permettono di uscire e muoversi in ampi spazi, durante l’intero percorso. In un’ora circa, accompagnati da guide esperte o con l’ausilio di audioguide disponibili in diverse lingue, si può scoprire un microcosmo fatto di privazioni e dolore, di speranze e “pagine” scritte sui muri attraverso disegni e segni, ancora sotto studio (per quanto in buona parte decifrati).

Tra storia dell’arte e tour speciali

L’itinerario ha inizio nel complesso conventuale di S. Domenico, osservando la chiesa ipogea a navata unica. In questo caso, le pareti sono state scavate nella roccia e sono cariche di affreschi del XII secolo. Vi si trova poi un varco in miniatura che permette di giungere in un locale con una cisterna romana. La stessa veniva utilizzata per la raccolta delle acque piovane. Era probabilmente una domus, ma è attraverso il cunicolo successiva che si giunge in una sala di pietra rosa e bianca, che rappresentava la sede del Tribunale della Santa Inquisizione. Qui avevano luogo gli interrogatori e l’ambiente è detta anche Stanza dei Tormenti nei documenti ritrovati negli Archivi Vaticani e al Trinity College di Dublino.

La cella

Poco distante, ecco una piccola cella carica di graffiti che, però, non hanno solo significato devozionale. Alcuni raccontano di ingiustizie e di esasperate vicende giudiziarie e, altre ancora, hanno fatto scervellare gli studiosi. Hanno, infatti, significato esoterico ed è come se ci si trovasse di fronte a un libro, le cui pagine potevano essere lette solo da chi conosceva ciò che significavano davvero. All’interno in molti restano in comunione con se stessi e qualcuno dive di avvertire persino strane energie. Tra i segni uno in particolare è molto strano: c’è un codice grafico con simboli massonici che è stato decifrato in buona parte. L’avrebbe realizzato un prigioniero, che trascorse in quella cella almeno 90 giorni intorno al 1759 e si chiamava Giuseppe Andrea Lombardini. Erano messaggi di pace, libertà e giustizia, ma solo scriverli in modo incomprensibile avrebbe permesso che restassero sul muro. Non mancano anche riferimenti alchemici e cabalistici incisi secondo un preciso disegno mentale.
 
La visita, comunque, non è finita e prosegue nel sotterraneo della chiesa di Santa Maria Impensole, sopra alla quale nell’ottavo secolo fu edificato un altro tempio religioso, poi base perfetta per una chiesa romanica. Il giro finisce nella Lacus, la grande cisterna altomedioevale presente sotto la fontana di piazza Garibaldi.
 
La sorpresa

Recenti scavi hanno poi permesso di scoprire una vera meraviglia. Si tratta di una cripta del XII sec. e l’abside dell’antica chiesa di Santa Maria Maggiore, un tempo cattedrale di Narni. Dentro c’è anche un mosaico bizantino del VI sec.

Come è stata scoperta Narni sotterranea

Nel 1979 il gruppo speleologico UTEC di Narni, composto da sei ragazzi, scoprì uno strano passaggio casualmente. I lavori di scavo e ripulitura sono stati terminati nel 1994 e il sito è stato aperto al pubblico.
 
 
DIVENTA FAN DEL GAZZETTINO
Narni sotterranea: cripte, stanze dei tormenti e misteriosi simboli
Planisfero
Fotogallery